GROSSETO. La rata del mutuo si alleggerisce, ma il peso politico resta tutto sul tavolo del consiglio comunale. È stata una discussione lunga e tesa quella di venerdì 20 marzo, quando l’assessora al bilancio Simona Rusconi ha presentato la variazione di bilancio, accendendo il confronto sul nodo del centro sportivo di Roselle.
Tra le voci più rilevanti inserite nella manovra c’è infatti il mutuo da 2 milioni e 900mila euro che il Comune si è accollato dopo il mancato pagamento delle rate da parte dell’Us Grosseto nei confronti di Banca Tema. Un’operazione che l’amministrazione ha rinegoziato, ottenendo condizioni più favorevoli.
Mutuo rinegoziato, rata più bassa
«Il tasso di interesse passa dal 4,5% al 3,25% – ha spiegato Rusconi – con un risparmio di circa 3.500 euro al mese. La rata scende così a 13mila euro mensili».

Un dato positivo, che però non è bastato a smorzare le critiche dell’opposizione, concentrate soprattutto sulla scelta del Comune di farsi carico integralmente del debito.
Nuovi investimenti e nodo gestione
Nella variazione di bilancio è stata inserita anche una nuova spesa: 250mila euro destinati alla realizzazione del quarto spogliatoio dell’impianto di Roselle, segnale della volontà dell’amministrazione di continuare a investire sulla struttura.
Ma è proprio qui che si apre il fronte politico più caldo.

Il consigliere Giacomo Cerboni (Gruppo misto) ha sollevato il tema della gestione: «Com’è possibile che, nonostante la revoca della convenzione del 29 dicembre, l’impianto sia ancora utilizzato dall’Us Grosseto? E soprattutto: chi paga le utenze?».
Culicchi: «Così si rischia di perdere soldi»
Sulla stessa linea Leonardo Culicchi (Pd), che ha allargato il ragionamento al contesto economico: «Ci accolliamo un mutuo importante, ma ogni giorno perdiamo tempo su una questione che ci fa perdere risorse. In commissione sono arrivate proposte interessanti per la gestione, ma ad oggi non è stato fatto nulla».
Il timore è quello di affrontare un periodo economico complesso: «Non andiamo verso una fase internazionale facile – dice – con l’aumento dei costi derivanti anche dal contesto internazionale. Qualche analista ha presto una situazione futura simile al periodo del Covid. Non possiamo permetterci altri debiti».
Il caso delle fidejussioni
A entrare nel merito tecnico è stato il consigliere del Movimento 5 stelle Giacomo Gori, che ha richiamato due delibere chiave del 2018.
«Con la prima, la numero 68 del 18 aprile, le garanzie erano in capo all’Us Grosseto. Con la seconda, approvata appena 40 giorni dopo, sono passate completamente al Comune».
Una scelta legata alle nuove normative sui crediti deteriorati, ma che secondo il consigliere ha avuto un effetto preciso: «Oggi le garanzie ricadono interamente sui cittadini – dice – Con la prima delibera la banca avrebbe dovuto accantonare le somme prima di rivolgersi al Comune, con la seconda invece ha potuto chiedere subito il pagamento delle rate non pagate».
Rusconi: «Il Comune ha scelto su cosa investire, non pagano i cittadini»
L’assessora Rusconi ha difeso la scelta politica: «Il debito di Roselle nasce da una grande opera per la città, come il Marraccini, la Casa della musica o la scuola di via Monte Bianco. Non pagano i cittadini: è il Comune che sceglie dove investire».
E ha rivendicato il valore dell’impianto: «A Roselle si allenano tante società, il settore giovanile funziona. È un’infrastruttura importante e il mutuo sarà ammortizzato da chi prenderà la gestione».
Rossi: «Impianto pubblico, utenze a carico della società»
Sulla gestione è intervenuto l’assessore allo sport Fabrizio Rossi, ricostruendo la vicenda: «L’operazione era conforme alla legge Stadi del 2017. Dopo la revoca della convenzione speravamo di non doverci accollare il mutuo, ma il rischio era stato valutato».

Quanto alle utenze, la risposta a Cerboni è diretta: «Sono intestate alla società e le paga l’Us Grosseto, così come il canone di locazione».
Rossi ha poi aggiornato anche il quadro giudiziario: «Il Tar ha rimandato la questione al giudice civile del tribunale di Grosseto per incompetenza. Nel frattempo il Comune sta effettuando controlli e sopralluoghi sull’impianto».
Opposizione all’attacco
Le spiegazioni della giunta non convincono. «Un’amministrazione non può essere garante al 100% di un’operazione privata – attacca Culicchi – Mi colpisce questa estrema prudenza nell’intervenire con una soluzione più efficace. Faremo accesso agli atti anche sul pagamento del canone».
Ancora più diretto Cerboni, che apre con una battuta: «Anche Casapound quando occupa immobili paga le utenze». Poi l’affondo politico: «Non mi sono state date risposte. L’attività dell’Us Grosseto prosegue, non è stato fatto un bando per la gestione e manca un intervento tempestivo».



