GROSSETO. Vestiti di tutto punto, in abito scuro per l’occasione. Con accanto le loro promesse spose, belle, raggianti. Tra fiori e applausi. Fino all’arrivo delle forze dell’ordine. Il caso del 23enne arrestato in Comune dopo aver pronunciato il fatidico sì, a Grosseto, non è un caso isolato.
Lunedì 19 gennaio, il giorno prima dell’ingresso dei carabinieri nella saletta dove i due ragazzi stavano convolando a giuste nozze, sono stati gli agenti della polizia municipale a varcare la soglia del palazzo comunale. Questa volta non sono scattate le manette. Ma i parenti e gli amici dei due sposi, si sono dovuti avviare al ristorante con la sposa in abito bianco e lì hanno dovuto attendere l’arrivo del giovane. Che nel frattempo, era stato portato al comando della polizia municipale per un controllo e per essere fotosegnalato.
L’intervento in sala matrimoni
Il giorno precedente all’arresto del ragazzo, sempre in Comune, un altro giovane – anche lui di origini nordafricane – ha dovuto interrompere i festeggiamenti per spiegare a parenti e amici la presenza degli agenti della polizia municipale.
Da tempo le forze dell’ordine lo cercavano: durante i controlli aveva fornito più volte generalità diverse, utilizzando alias differenti. Non aveva mai esibito un documento valido.
I controlli incrociati sulle pubblicazioni di nozze
È stato l’incrocio dei dati delle pubblicazioni di matrimonio con quelli in possesso della polizia municipale a far emergere le incongruenze. Le discrepanze tra i nomi dichiarati e quelli ufficiali hanno fatto scattare il controllo proprio il giorno delle nozze.
Conclusa la cerimonia, scambiati gli anelli e baciata la sposa, il giovane è stato accompagnato al comando per la fotosegnalazione. Successivamente è stato denunciato per aver declinato false generalità.
Un fenomeno che emerge grazie alla legge
Non è la prima volta che episodi simili accadono a Grosseto. Ma ormai si tratta quasi di un fenomeno che emerge proprio grazie alle pubblicazioni di nozze celebrate in Comune.
Pubblicazioni obbligatorie per legge, dalle quali non si può scappare. Documenti ufficiali che permettono alla polizia municipale di accedere ai dati reali di chi, dopo il matrimonio, rischierebbe di tornare a essere un fantasma sul territorio.



