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Un mondo a metà. La Lega salviniana non va da Vannacci

Un centinaio di persone in piazza Nassirija per il generale Vannacci con Vasellini. Ma l’intera classe dirigente della Lega non si fa vedere
Piazza Nassirija durante il comizio del generale Roberto Vannacci, nel riquadro il generale con Andrea Vasellini
Piazza Nassirija durante il comizio del generale Roberto Vannacci, nel riquadro il generale con Andrea Vasellini

GROSSETO. Forse la piazza era troppo grande. Saltata all’ultimo momento la location in piazza Dante, la “calata” a Grosseto del generale Roberto Vannacci è stata organizzata nell’enorme piazza Nassirija, uno dei “non luoghi” della città, spiazzo cementato che i grossetani, al massimo, guardano con la coda dell’occhio attraversando il ponte che dal centro porta in via Fossombroni.

E le dimensioni hanno fatto risaltare le presenze, ma anche le non presenze. C’erano un centinaio di persone, tante le forze dell’ordine, oltre alla vigilanza privata. E poi il vento, gelido, in questo inizio d’autunno, il ritardo, dalle 18 è arrivato alle 19, hanno fatto il resto.

Però i fedelissimi erano lì, spalla a spalla, a fare muro, o forse un muretto, davanti al palco addobbato da Megawatt.

E se la musica del popolare dj faceva rumore, di più l’hanno fatto le assenze. Della Lega “salviniana”, chiamiamola così, non c’era nessuno.

Non c’erano Andrea Maule e Luca Grisanti, non c’erano Riccardo Megale e Sara Minozzi, non c’erano Gino Tornusciolo, Paolo Pazzagli, Arturo Bartoletti, Paola Piu, Gilberto Alviani e Walter Capitani, ma neppure Bertelli. Un’intera classe dirigente.

L’unico era Mario Lolini, ma l’ex deputato ormai si occupa più di riso che di politica.

Non potevano essere tutti malati o impegnati. Semplicemente hanno scelto di non andare a sentire il vicesegretario federale del loro partito.

L’emozione di Andrea Vasellini

Il generale è arrivato a piedi, scortato da vicino dal fedelissimo Andrea Vasellini e da un codazzo di vigilanza. Ha salutato prima le forze dell’ordine, poi è salito sul palco.

Il saluto alle forze dell'ordine
Il saluto alle forze dell’ordine

«Sono emozionatissimo» ha detto Andrea Vasellini, sul palco con il generale, mentre Elisa Brinchi Giusti osservava dalla piazza.

Il generale: «L’Europa ha fallito»

Il generale poi ha “delegato” a Vasellini i temi locali, rispolverando i temi a lui più cari

«L’Europa ha fallito!  Serve un’Europa dei popoli, non delle banche e delle multinazionali. Anche sull’immigrazione l’Europa ha fallito. Basta buonismi. Chi entra senza permesso va fermato, come fa l’Australia. Non siamo europei, siamo italiani. Il 70% delle leggi che ci guidano sono emanazioni di direttive europee, dobbiamo tornare a essere artefici del nostro destino».

«Gli stranieri hanno una propensione alla criminalità di 4,2 volte superiore ai cittadini di origine italiana. Le statistiche del Ministero sono chiarissime: l’8,5 % della popolazione sono immigrati, ma sono responsabili del 34 % dei reati. La metà di furti e rapine sono poi commessi da stranieri. E la criminalità va contrastata con tutti i mezzi perché una società sicura va a vantaggio di ogni cittadino».

«I campi rom, nella quasi totalità dei casi, sono sacche di illegalità, impunità, arroganza e criminalità dove i minori crescono nel degrado, nella mancanza di regole e nell’assenza di istruzione»

Dopo l’incontro la serata è proseguita con una cena all’hotel Granduca.

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