Mistero alla Fossa Calda: spunta un possibile ordigno bellico | MaremmaOggi Skip to content

Mistero alla Fossa Calda: spunta un possibile ordigno bellico

​Incredibile ritrovamento nei pressi di via delle Caldanelle: la segnalazione di don Carlo Mammarella. Carabinieri a Villa Eden dal Conte della Daunia, area transennata in attesa degli artificieri
Ordigno sospetto nella Fossa Calda

CAMPIGLIA MARITTIMA. Quella che doveva essere una tranquilla passeggiata nei pressi di via delle Caldanelle per trascorrere un rilassante pomeriggio al mare, si è trasformata, nel giro di pochi minuti, in un caso di sicurezza pubblica che ha mobilitato le forze dell’ordine e messo in allerta la zona della Fossa Calda.

Il ritrovamento

​Il protagonista del ritrovamento è Don Carlo Mammarella, Conte della Daunia, il quale, percorrendo casualmente il sentiero che costeggia il corso d’acqua, ha notato qualcosa di insolito affiorare dal fondale.

Una sagoma sommersa che richiamava in modo sufficientemente inequivocabile la forma di una mina o ordigno.

Il sopralluogo e le indagini

​Dopo la segnalazione al 112, i carabinieri si sono recati immediatamente presso Villa Eden, residenza del Conte della Daunia, per raccogliere testimonianze e dettagli tecnici sul punto esatto del rinvenimento.
​«È venuta una volante a Villa Eden con tre militari per prendere tutte le informazioni – ha dichiarato il Conte, visibilmente colpito dall’efficienza dell’intervento – Tra l’altro gentilissimi, e ci tengo a ribadirlo. Sono stati riverenti, rispettosi ed educatissimi».
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I dubbi e la somiglianza “inquietante”

​Nonostante la sua naturale inclinazione verso ambiti decisamente più spirituali, Don Carlo Mammarella ha saputo guardare oltre la superficie dell’acqua con occhio critico.
​«Premesso che sono più ferrato su lapidi e rosari, oggi la mia curiosità è stata catturata da una sagoma singolare sul fondo di una fossa – ha spiegato il Conte – I dubbi sono venuti subito. Considerati i recenti lavori di dragaggio effettuati a ottobre e le abbondanti piogge di questo periodo, il quesito che il fango abbia restituito qualcosa di pericoloso è lecito».

​Il timore, secondo Mammarella, è che si tratti di un residuo bellico della Seconda Guerra Mondiale.

Il territorio, teatro di passati conflitti, non è nuovo a simili scoperte, ma la chiarezza della sagoma ha destato particolare preoccupazione: «Comparandola con alcune immagini dal web, la somiglianza è quantomeno inquietante» conclude Don Carlo.
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Area isolata: si attendono gli artificieri

​Attualmente, le autorità hanno provveduto a delimitare e transennare area intorno a quel preciso perimetro della Fossa Calda per impedire il pericolo peggiore.

Il protocollo di sicurezza è scattato immediatamente: è stato richiesto l’intervento specialistico degli artificieri, che dovranno identificare ufficialmente l’oggetto e procedere, se necessario, alla sua rimozione o al brillamento in sicurezza.
​Fino ad allora, il mistero della Fossa Calda resta sospeso tra la storia del passato e la cautela del presente.

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