PIOMBINO. Scontro politico sul decreto Milleproroghe e sul futuro del rigassificatore di Piombino. L’Aula di Montecitorio ha respinto l’ordine del giorno presentato dal Partito democratico che chiedeva di escludere qualsiasi proroga della permanenza della nave oltre i tre anni stabiliti dagli accordi istituzionali e di garantire alla comunità locale le compensazioni promesse.
A darne notizia sono i deputati Emiliano Fossi, Marco Simiani e Laura Boldrini, firmatari della proposta bocciata lunedì 23 febbraio.
Il Pd: «Il sacrificio di Piombino doveva restare temporaneo»
«Nel corso dell’esame del decreto Milleproroghe – dichiarano i parlamentari dem – è stato respinto l’ordine del giorno che mirava a ribadire un principio chiaro: il sacrificio chiesto alla città in una fase di emergenza energetica doveva restare temporaneo e accompagnato da misure concrete di ristoro e sviluppo per il territorio».
Secondo il Pd, la permanenza della nave rigassificatrice nel porto di Piombino doveva avere carattere emergenziale, limitata nel tempo e accompagnata da compensazioni economiche e interventi di sviluppo per la città .
Governo verso la proroga senza nuove compensazioni
La bocciatura dell’ordine del giorno, sottolineano i deputati, «apre ora la strada alla linea già imboccata dal governo: concedere la proroga senza alcun beneficio aggiuntivo per il territorio».
Nel mirino anche le recenti dichiarazioni del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, che avrebbe annunciato l’intenzione di prorogare la presenza del rigassificatore senza inserire nuove misure compensative per Piombino.
«Si profila una decisione calata dall’alto – attaccano Fossi, Simiani e Boldrini – che trasforma una misura emergenziale in una scelta strutturale senza garantire nulla alla comunità locale».
Nel mirino anche il sindaco di Piombino
Nel comunicato i deputati dem puntano il dito anche contro l’amministrazione comunale.
«Pesa il silenzio del sindaco di Piombino, che in tre anni non è riuscito a ottenere le compensazioni promesse né a far valere con forza le ragioni della città , lasciando il territorio privo di una guida autorevole in un passaggio così delicato».
Rigassificatore di Piombino, nodo ancora aperto
Il tema del rigassificatore nel porto di Piombino resta dunque centrale nel dibattito politico locale e nazionale. Nato come intervento straordinario legato alla crisi energetica, l’impianto rischia ora – secondo il Pd – di diventare una presenza strutturale senza adeguate garanzie per il territorio.
La partita è destinata a proseguire nelle prossime settimane, tra confronto parlamentare e tensioni politiche sul futuro energetico del Paese e sulle ricadute per la comunità piombinese.