Evasione milionaria, commercialista assolto a Grosseto ma la Cassazione riapre il caso | MaremmaOggi Skip to content

Evasione milionaria, commercialista assolto a Grosseto ma la Cassazione riapre il caso

Il tribunale aveva dichiarato prescritti diversi reati fiscali e assolto per altri capi: per la Suprema corte i tempi erano stati calcolati male, processo da rifare
La Corte di Cassazione

FOLLONICA. Un processo complesso, nato da un’indagine fiscale della guardia di finanza, che si era concluso a Grosseto con una doppia decisione: da una parte alcune assoluzioni, dall’altra la prescrizione di diversi reati.

Protagonista della vicenda è il commercialista Evans Capuano, 66 anni, difeso dall’avvocato Guiscardo Nicola Italo Allescia.

Il procedimento si è concluso davanti al giudice che il 9 settembre 2025 ha letto la sentenza in aula.

L’inchiesta della guardia di finanza

L’indagine era partita da una verifica fiscale svolta tra il 2018 e il 2019, con controlli su conti correnti e movimenti bancari.

Gli accertamenti avevano portato a contestare redditi non dichiarati per 4.676.086 euro e una Irpef evasa per 2.213.166 euro, oltre a ulteriori contestazioni sull’Iva, distribuite su più anni d’imposta dal 2014 al 2017.

Molte operazioni bancarie erano state considerate sospette perché non giustificate in modo puntuale.

La richiesta della pubblica accusa

Nel corso del processo, la vice procuratrice onoraria Pamela Di Guglielmo aveva chiesto la condanna dell’imputato a un anno e sei mesi di reclusione.

La difesa, invece, aveva chiesto l’assoluzione, sostenendo l’insufficienza delle prove. Il processo si è basato principalmente sull’indagine della guardia di finanza e sull’analisi dei movimenti bancari.

Secondo gli investigatori, i versamenti non giustificati potevano essere considerati reddito. Ma il tribunale ha evidenziato un punto fondamentale: in ambito penale le presunzioni fiscali non bastano da sole per condannare.

Servono prove concrete, riscontri precisi e verifiche puntuali sulle singole operazioni. Nel caso specifico, queste verifiche non erano state ritenute sufficienti.

La decisione del tribunale di Grosseto

La giudice aveva quindi diviso la decisione in due parti. Capuano era stato assolto per alcuni capi di imputazione, perché il fatto non sussiste, mentre per altri reati era intervenuta la prescrizione, perché ormai estinti per il passare del tempo

In sostanza, per una parte delle accuse non c’erano prove sufficienti, mentre per altre non si poteva più procedere. La prescrizione era stata calcolata tenendo conto anche delle sospensioni del processo tra il 2022 e il 2023.

Contro questa decisione ha fatto ricorso il procuratore generale presso la corte d’appello di Firenze. Il punto centrale del ricorso riguardava il calcolo della prescrizione: secondo l’accusa, il tribunale avrebbe applicato un criterio sbagliato.

La decisione della Cassazione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso. Secondo i giudici della Suprema corte, il tribunale non ha tenuto conto di una norma fondamentale per i reati tributari: i tempi di prescrizione sono più lunghi, perché aumentati di un terzo.

Inoltre, doveva essere considerato anche il periodo di sospensione del processo, che incide ulteriormente sul calcolo.

Di conseguenza, i reati dichiarati prescritti non lo erano ancora.

Processo da rifare a Grosseto

La Cassazione ha quindi annullato la sentenza limitatamente ai capi dichiarati prescritti e, per quelli, il commercialista Evans Capuano dovrà essere processato di nuovo

Il procedimento tornerà al tribunale di Grosseto, ma davanti a un giudice diverso. Restano invece valide le assoluzioni già pronunciate.

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