MASSA MARITTIMA. La città dice addio a Carlo Bini, per tutti il “Presidentissimo”. Con lui se ne va una figura che ha segnato in modo indelebile la storia dell’US Olimpic Pallamano, società che aveva fondato 55 anni fa insieme al compianto Mario Tarabochia e che ha poi guidato come presidente per quasi trent’anni, dal 1980 al 2009.
Carlo ha vissuto per la sua società e per i suoi ragazzi. Generazioni di giovani atleti sono cresciute sotto la sua guida, in un percorso che non era solo sportivo ma anche umano ed educativo.
Le tre S: il suo modello educativo
Il suo impegno si è sempre ispirato al modello delle tre S che ancora oggi rappresentano l’identità dell’US Olimpic: Salute, Studio, Sport. Un’idea di pallamano come scuola di vita, in cui la crescita dei ragazzi veniva prima dei risultati.
Un punto di riferimento per la pallamano italiana
Carlo Bini è stato una figura di grande rilievo anche nella Federazione Italiana Gioco Handball, dove era conosciuto e stimato per la competenza e l’abnegazione. In ambito federale si è battuto con determinazione per la dignità della pallamano di provincia, portando con orgoglio il nome di una società storica, tra le più antiche d’Italia, con codice di affiliazione 0023.
Sempre vicino alla “sua” società
Poco più di dieci anni fa, quando Marcello Bernardini è diventato presidente dell’US Olimpic, Carlo ha scelto di restare nel consiglio direttivo per accompagnare la nuova dirigenza con la sua esperienza.
Anche quando la salute non gli permetteva più di seguire le partite dal tendone, continuava a farlo da casa, sempre informato, sempre presente. Fino agli ultimi giorni, quando dall’ospedale ha chiesto che venissero portati i suoi saluti alla società.
«Una parte del nostro futuro»
«Ti ringraziamo, Presidentissimo – ha scritto il presidente Marcello Bernardini – non sarai solo una grande parte della nostra storia, ma una buona parte del nostro futuro».
Con Carlo se ne va una colonna dello sport massetano, un uomo che ha fatto della pallamano una missione educativa e umana, lasciando un segno profondo nella comunità.



