Maremma, turismo in ripresa: ma il boom è legato a guerra e prezzi dei carburanti | MaremmaOggi Skip to content

Maremma, turismo in ripresa: ma il boom è legato a guerra e prezzi dei carburanti

Guerra e caro carburanti spingono gli arrivi nelle aree interne: la Maremma cresce, ma il rischio è un effetto temporaneo
Pienone di turisti a Castiglione della Pescaia il giorno di Pasquetta

GROSSETO. Il turismo in Maremma cresce e trascina la Toscana, ma dopo Pasqua la regione si trova davanti a un bivio. Guerra e caro carburanti stanno infatti spingendo gli arrivi nelle aree interne, ma si tratta di un effetto temporaneo destinato a esaurirsi.

Chi ha paura degli effetti della guerra in Medio Oriente sul turismo locale? Per ora, non la Toscana. Le ricerche per un soggiorno primaverile sono salite del 6% rispetto al 2025, con presenze stimate tra le 720mila e le 800mila unità. È quanto emerge da un’analisi di Lybra Destination, piattaforma del gruppo Zucchetti che monitora i flussi turistici attraverso un algoritmo di intelligenza artificiale.

I dati: crescita sì, ma già avviata prima del conflitto

Lo studio, basato su 1.280 strutture ricettive in 186 comuni, evidenzia come le ricerche per il weekend del 4–7 aprile siano aumentate del 6% rispetto al 2025.

Il dato positivo però va letto con attenzione. La domanda ha iniziato ad accelerare il 22 febbraio, sei giorni prima dello scoppio del conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele. La crescita, quindi, era già in atto: la guerra l’ha amplificata, non generata.

A incidere è stato anche il caro carburanti. Con la benzina a 1,74 euro al litro e il gasolio vicino ai 2,04 euro, mete come la Maremma o la Val d’Orcia sono diventate più convenienti rispetto ai viaggi all’estero. Un fattore che ha spinto circa 920mila italiani a scegliere destinazioni domestiche.

Il profilo: coppie e prenotazioni anticipate

Il turista tipo di questa Pasqua è principalmente una coppia (55%), con prenotazioni effettuate con quasi 50 giorni di anticipo.

Il giorno più richiesto è stato il sabato santo, con il 76% delle ricerche concentrate su quella data. Da Pasqua in poi cambia la composizione: a Pasquetta gli stranieri superano il 60%, con soggiorni più lunghi.

Tra i mercati esteri dominano gli americani (10%), con prenotazioni anticipate fino a 52 giorni. I tedeschi risultano meno presenti nelle rilevazioni recenti perché hanno prenotato molto prima. Azzerati invece i flussi da Israele e dal Golfo Persico.

La geografia: boom nelle aree interne e anche in Maremma

La vera novità riguarda la Toscana meno scontata. Firenze resta in testa, ma la crescita più forte arriva dalle aree interne.

Val d’Orcia (+229%), Terre di Siena (+183%), Val di Chiana (+229%) e Valdelsa (+207%) registrano aumenti significativi. È il segnale di una domanda sempre più orientata verso la Toscana lenta, fatta di paesaggi, enogastronomia e meno folla.

In questo scenario si inserisce anche la Maremma, che beneficia dello stesso trend: turismo di prossimità, natura e autenticità diventano fattori decisivi nella scelta delle destinazioni.

Sorprende anche la Versilia (+259%), mentre territori emergenti come la Piana di Lucca e il Mugello segnano crescite fino al 700%.

L’analisi: effetto temporaneo e rischio futuro

«Per questi territori la domanda c’è, ma bisogna capire se l’offerta sia pronta ad accoglierla – spiega Fulvio Giannetti, ceo di Lybra Tech –. Per Pasqua stimiamo tra 720mila e 800mila presenze, in linea con il 2023».

La differenza però è nella composizione: gli stranieri potrebbero rappresentare tra il 57% e il 59% del totale, contro il 50% di tre anni fa. Non è crescita reale, ma sostituzione.

Il nodo resta il cosiddetto “effetto rimbalzo”. Le presenze italiane sono ancora inferiori del 14,5% rispetto al 2019 e il boom attuale è legato a fattori esterni destinati a ridursi.

Quando la situazione internazionale si stabilizzerà, il turismo di prossimità potrebbe calare. Ed è qui che si gioca il futuro della Maremma e della Toscana: trasformare un turista arrivato per necessità in un visitatore che torni per scelta.

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