Malore durante una festa di compleanno: Manuela salva la vita al bisnonno della festeggiata con il Dae | MaremmaOggi Skip to content

Malore durante una festa di compleanno: Manuela salva la vita al bisnonno della festeggiata con il Dae

Dramma sfiorato davanti a una bimba di 3 anni, decisivo l’intervento immediato: «In quei momenti non si pensa, si agisce». Un gesto eroico che riaccende l’attenzione su defibrillatori e atti vandalici
A sinistra Manuela Goracci, a destra il defibrillatore davanti alla farmacia di Batignano

GROSSETO. Un pomeriggio di festa che rischiava di trasformarsi in tragedia. A Batignano, in via dei Gaggioli, al salone parrocchiale, si stava celebrando il compleanno di una bambina di tre anni quando improvvisamente un uomo di 92 anni, bisnonno della piccola, si è sentito male.

L’uomo, che non è residente a Batignano, si è accasciato a terra. Le persone che erano con lui hanno cominciato a chiedere aiuto. La festa si è fermata di colpo. 

Il gesto decisivo di Manuela Goracci

In quei momenti, dove ogni secondo può fare la differenza, è intervenuta con prontezza Manuela Goracci, che si trovava poco distante. Un vicino l’ha chiamata. Manuela si è precipitata alla farmacia del paese, dove c’è l’apparecchio Dae ed è corsa subito a soccorrere il 92enne. 

Goracci non è nuova a questo tipo di situazioni: ha alle spalle corsi di formazione, è stata volontaria nella parrocchia di Batignano ed è una persona molto attiva nella comunità. Sposata con Marco Vergari, Manuela lavora anche nello studio di un medico a Castiglione della Pescaia, esperienza che si è rivelata fondamentale.

Con lucidità ha iniziato subito le manovre di rianimazione e ha utilizzato il defibrillatore automatico esterno (DAE) messo a disposizione dal comune di Grosseto, riuscendo a stabilizzare l’uomo in attesa dei soccorsi.

Un intervento rapido, preciso, determinante.

DAE, strumenti che salvano la vita

I defibrillatori non sono semplici dispositivi: sono strumenti che possono fare la differenza tra la vita e la morte.

Il comune di Grosseto negli anni ha investito nella loro diffusione anche nelle frazioni, e quanto accaduto a Batignano dimostra quanto questa scelta sia stata lungimirante e fondamentale.

Senza quel DAE e senza qualcuno capace di usarlo, l’esito avrebbe potuto essere ben diverso.

Vandali contro i defibrillatori: un rischio reale

Eppure, accanto a questi esempi, restano episodi preoccupanti: atti vandalici contro i defibrillatori.

Colpire un DAE significa mettere a rischio la vita delle persone. Significa distruggere un presidio che può salvare chiunque, in qualsiasi momento.

Per questo è fondamentale che questi strumenti vengano rispettati e protetti da tutta la comunità.

«In quei momenti non si pensa, si agisce»

«È successo tutto molto velocemente: sono stata chiamata da un vicino di casa e arrivata sul posto ho visto l’uomo a terra. Ho capito subito che dovevo intervenire. Ho iniziato con le manovre di rianimazione. Dopo circa trenta compressioni, il signore ha ripreso a respirare.

A quel punto l’ho posizionato in modo da evitare che potesse soffocare, restando con lui fino all’arrivo dell’ambulanza. Anche i soccorritori sono stati davvero molto efficienti. In quei momenti non si pensa, si agisce e basta: sono felice di aver potuto dare una mano».

Parole semplici, che raccontano un gesto straordinario.

Perché alla fine è così: la tecnologia aiuta, ma sono le persone a salvare le vite.

E a Batignano, quella persona ha avuto un nome preciso: Manuela Goracci.

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