Malata e abbandonata sotto al sole, Fortuna non ce l'ha fatta Skip to content

Malata e abbandonata sotto al sole, Fortuna non ce l’ha fatta

Era stata lasciata davanti all’ambulatorio veterinario Croce blu. Scatta la denuncia contro ignoti. L’appello dei volontari: «Se qualcuno ha visto qualcosa, parli.»
Fortuna la cagnolina, con Monica Vegni
Fortuna la cagnolina, con Monica Vegni

GROSSETO. Senza chip, lasciata accanto a un sottoscala dentro a una scatola di cartone. Sotto al sole estivo, distesa su un fianco, con una massa tumorale che la costringeva a rimanere bloccata.

Così fu trovatala cagnolina Fortuna, vicino all’ambulatorio veterinario Croce blu, di via Cere  a Grosseto. È lì che era stata abbandonata nella pausa pranzo, tra le 12.30 e le 15.20 del 6 settembre 2022.

Nessuno sa come si chiamasse prima, il nome Fortuna le è stato dato nella speranza di salvarla. Una speranza che si è infranta contro un muro il 20 novembre, quando la cagnolina ha incrociato per l’ultima volta lo sguardo di Monica Vegni, ex commessa, che si era offerta di assisterla in questo periodo travagliato.

Monica è da anni una volontaria che si prende cura degli animali e ne ha diversi, tra cui alcuni gatti, disabili. I cani adottati arrivano tutti da recuperi dopo l’abbandono. Fortuna, benché sia stata con lei per poco tempo, le rimarrà sempre nel cuore. Si è spenta fra le sue braccia.

«Ne ho persi di cani – racconta commossa Monica – ma con Fortuna è stato terribile. Il 7 settembre sono andata all’ambulatorio veterinario Croce blu in via Cere per vaccinare un gatto e le veterinarie, che conosco bene, mi hanno fatto vedere questa bestiolina ritrovata da poco. Era lei, Fortuna, che in quel momento credo avesse circa 7-8 anni. Impossibile rintracciare chi la avesse abbandonata».

Fortuna
Fortuna dopo l’operazione

«Aveva un tumore abnorme all’addome che non la faceva muovere bene – ricorda – per togliere il quale è stata operata l’8 settembre. Il 3 ottobre ha terminato il periodo di degenza e l’ho portata a casa mia. Il 10 è arrivato il risultato dell’esame istologico: carcinoma maligno. Ha lottato fino all’ultimo, la ferita dell’operazione si stava cicatrizzando, ma Fortuna non ce l’ha fatta. Deve aver sofferto pene terribili. La tenevo in braccio quando se n’è andata».

La Lega nazionale per la difesa del cane e la denuncia

Il caso di Fortuna, grazie all’impegno della clinica e di Monica, è arrivato alla Lega nazionale per la difesa del cane. Tramite l’avvocato Michele Pezone di Roma è così partita una denuncia contro ignoti. Chi abbandona gli animali, infatti, è perseguibile penalmente.

«La cagnolina era socievole, non dava l’idea di essere una randagia – racconta Monica – quindi tutto fa pensare che fosse stata abbandonata da chi se ne è ben poco curato. Da alcuni esami che gli ho fatto fare, il tumore si era propagato in altre parti del corpo, anche ai polmoni. Così è stato riscontrato che aveva avuto polmoniti in passato mai curate, tanto che avevano lasciato delle cicatrici. Aveva anche una massa all’interno del cuore, quella che alla fine ha causato la sua morte».

Monica è fermamente convinta che Fortuna si stata vittima di un destino beffardo, ma soprattutto dell’incuria di una persona che la ha abbandonata senza lasciare alcuna traccia.

Monica Vegni e il figlio Luca David Campolattano con la cagnolina Fortunata
Monica Vegni e il figlio Luca David Campolattano con la cagnolina Fortuna

«Non si può più fare molto altro – dice rassegnata Monica – Però se qualcuno ha visto, magari si può trovare anche chi è stato ad abbandonarla. Alcune segnalazioni mi sono arrivate, ma non ci sono certezze. Mi auguro che questa persona non abbia altri animali domestici, perché se li tiene tutti come Fortuna, sarebbero a rischio. Questa persona – prosegue- ha abbandonato la cagnolina come fosse un rifiuto. In una piccola città come Grosseto sembra proprio che nessuno abbia visto niente. Questo tumore non gli è certo venuto da un giorno all’altro. Spero che a qualcuno si apra il cassetto della memoria e che Fortuna possa avere giustizia».

«Nel periodo in cui la ho avuta con me – ricorda Monia – l’ho portata dappertutto, per ogni spostamento. Eravamo diventate inseparabili. Quei 47 giorni li ricorderò sempre, era una di famiglia oramai. Ringrazio le veterinarie della clinica e le ragazze della Lega nazionale per la difesa del cane sezione di Grosseto. Purtroppo, non posso dire lo stesso di chi la aveva in custodia prima di me. Abbandonare Fortuna, oltretutto gravemente malata, è un atto grave, che parla da solo». 

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