GROSSETO. C’era tutto il mondo di Liciano Marioni nella chiesa di Roselle, dove, nel pomeriggio di mercoledì 22 aprile si sono celebrati i funerali dell’ex pilota dell’Aeronautica.
Uno spazio piccolo, raccolto, quasi incapace di contenere l’affetto di una vita intera. Dentro, il silenzio rotto solo dai respiri trattenuti. Al centro, il feretro avvolto dal tricolore, con sopra il cappello dell’aeroclub Ali di Maremma, come a segnare, ancora una volta, il legame indissolubile con il cielo.
Attorno, la sua famiglia. La moglie Daniela, i figli Ilaria e Marco, gli amati nipoti. E poi amici, colleghi, compagni di volo, agricoltori, rappresentanti dell’associazione arma aeronautica. Tutti lì, stretti in un unico abbraccio.
La preghiera dell’aviatore e il silenzio degli ex colleghi
A salutare Liciano, anche i suoi compagni di una vita passata tra le nuvole.
Gli ex aviatori hanno letto la preghiera dell’aviatore, parole antiche, solenni, che sembravano sospese nell’aria. Un ultimo saluto, tra chi ha condiviso con lui la stessa passione, lo stesso orizzonte.

Poi, il suono del silenzio, la tromba struggente che chiude tutte le giornate in caserma. Quello scelto, rispettoso, carico di significato.
Fuori dalla chiesa, davanti alla bara, hanno reso omaggio senza bisogno di parole, mentre il carro funebre attendeva.
«Vedere tutta questa gente mi riempie di orgoglio»
A rompere la compostezza è stata la voce di suo figlio Marco, salito sull’altare con il cuore in gola. «In questi giorni ci ho pensato tanto – ha detto – se scrivere qualcosa per questo momento. Ma poi non ce l’ho fatta».
Si è fermato, sopraffatto dall’emozione. Poi ha guardato la chiesa piena. «Vedere tutta questa gente però mi riempie di orgoglio».
Attraverso le parole del figlio, ricordare chi era Liciano Marioni è stato facile per tutti: un uomo capace di lasciare un segno profondo in chiunque lo abbia incontrato.
Una vita tra la terra e il cielo
Agronomo, laureato all’Università di Pisa, per anni punto di riferimento nel settore agricolo, direttore dell’Ortofrutta e professionista stimato.
Ma la sua vera passione era un’altra.
Liciano era un uomo del cielo. Ex pilota dell’Aeronautica militare, aveva frequentato l’Accademia di Pozzuoli e volato con gli F104, i leggendari “spilloni”.
Anche dopo aver lasciato la divisa, non aveva mai smesso di volare. Per oltre vent’anni è stato anima e guida dell’aviazione leggera in Maremma, conoscendo ogni pista, ogni aviosuperficie, sempre pronto a dare una mano a chiunque volesse avvicinarsi a quel mondo.
L’ultimo viaggio verso il cielo
Mercoledì, Liciano ha compiuto il suo ultimo viaggio terreno. La bara, avvolta dal tricolore, è stata accompagnata fuori dalla chiesa tra gli sguardi e le lacrime di chi è rimasto e dagli ex colleghi dell’associazione Arma aeronautica. Poi è stata caricata sul carro funebre delle onoranze La Pace.
E mentre le porte si chiudevano lentamente, è sembrato quasi naturale pensarlo ancora lassù. Perché Liciano Marioni, per tutta la vita, è stato un uomo del cielo.
E da oggi, forse, lo è per sempre.



