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Lo sfrattano, si toglie la vita a 37 anni

La tragedia si è consumata in un appartamento in via Roma: l’uomo è stato trovato morto all’arrivo dell’ufficiale giudiziario
La polizia e il carro funebre davanti al palazzo dove si è consumata la tragedia
Carro funebre e polizia davanti al palazzo dove si è consumata la tragedia

GROSSETO. Una tragedia che si è consumata nel silenzio di un appartamento in via Roma, a pochi metri dal centro storico. Probabilmente nel cuore della notte, quando tutti dormivano. Una tragedia legata non solo a un affitto, ai pagamenti saltati, alla procedura di sfratto che gli era stata notificata e che sarebbe stata eseguita giovedì 13 novembre. Ma anche a una situazione di degrado che andava avanti da un anno, da quando la mamma dell’uomo se n’era andata da quell’appartamento. 

Il 37enne aveva smesso di uscire, si era chiuso e isolato tra quelle quattro mura dove aveva accumulato rifiuti e dolore. 

Travolto dalla disperazione e convinto di non intravedere alternative, l’uomo ha compiuto il gesto estremo. È stato trovato morto nella sua abitazione proprio nel momento in cui l’ufficiale giudiziario si era presentato per eseguire lo sfratto.

Secondo quanto ricostruito, il 37enne, grossetano, si sarebbe tolto la vita nella serata di ieri, probabilmente in un momento di forte disperazione.

I soccorsi e l’intervento delle forze dell’ordine

L’allarme è scattato quando l’ufficiale giudiziario, arrivato per la procedura, non ha ricevuto risposta e ha richiesto l’intervento dei soccorritori. L’ambulanza del 118 è arrivata in pochi minuti, insieme a una pattuglia della polizia, ma per l’uomo non c’era già più nulla da fare.

Gli agenti hanno eseguito i rilievi necessari e raccolto gli elementi utili a chiarire la dinamica, mentre il personale sanitario ha potuto soltanto constatare il decesso. Nell’appartamento sono arrivati anche gli uomini della polizia scientifica. 

La disperazione dietro la tragedia

Giovedì mattina il personale della questura ha dovuto avvisare la mamma dell’uomo che aveva appena perso suo figlio. La donna si è presentata davanti all’appartamento. Le sue grida si sentivano fin dalla strada.

La donna, un anno fa, se n’era andata dall’appartamento nel quale viveva con il figlio. E il 37enne, che viveva una situazione di forte degrado e non aveva un lavoro, non è riuscito da solo a far fronte al canone d’affitto.

I proprietari avevano anche cercato di trovare una soluzione: se l’uomo avesse lasciata l’abitazione, non gli avrebbero chiesto indietro le cifre che avrebbe dovuto pagare. 

Lui però era rimasto lì, dove giovedì 13 novembre è stato trovato dalla polizia e dall’ufficiale giudiziario. L’appartamento era completamente ricoperto di rifiuti. Sul pavimento, nella lettiera del gatto, anche sul letto. Una tragedia nella tragedia, che si è consumata giorno dopo giorno, probabilmente fin da quando l’uomo è rimasto solo in quell’appartamento. 

Nella tarda mattinata, nel cortile del palazzo dove viveva l’uomo è arrivato il carro funebre della San Lorenzo Servizi. Gli agenti della questura hanno chiesto l’intervento di un’ambulanza per assistere la donna e per medicare un poliziotto contro il quale si era scagliata la donna.

«Mio figlio si è ucciso per 750 euro», continuava a gridare. Poi ha colpito più volte l’auto di una vicina. 

Il Sunia: «Interventi urgenti contro l’emergenza casa»

«La tragedia che si è consumata a Grosseto, dove un uomo di 37 anni si è tolto la vita dopo aver ricevuto lo sfratto, rappresenta un dolore profondo per tutta la nostra comunità e un segnale drammatico di quanto la questione abitativa sia ormai una vera emergenza sociale anche nel nostro territorio – dice Antonio Terribile, segretario del Sunia – Quanto successo fa drammaticamente eco a quanto accaduto agli inizi di ottobre a Sesto San Giovanni, dove un anziano si è lanciato dal balcone durante lo sfratto.

Non possiamo ridurre ciò che è accaduto a un episodio isolato. È la conseguenza diretta di anni di disattenzione e di tagli alle politiche di sostegno all’affitto e alla morosità incolpevole, che hanno lasciato migliaia di famiglie e persone fragili senza rete di protezione. Quando mancano strumenti adeguati e risposte tempestive, lo sfratto diventa un muro invalicabile che può condurre alla disperazione».

Il Sunia Grosseto chiede con forza al Governo, alla Regione Toscana e agli enti locali di attivare immediatamente un piano straordinario di intervento sulle politiche abitative, con il rifinanziamento stabile dei fondi per l’affitto e per la morosità incolpevole, e con misure che assicurino il passaggio da casa a casa, evitando che chi perde un’abitazione perda anche ogni speranza.

«Serve una risposta immediata e coordinata delle istituzioni – dice –  non possiamo più accettare che la mancanza di politiche sulla casa produca nuove tragedie. Dietro ogni sfratto ci sono persone, storie e fragilità che meritano ascolto, tutela e dignità».

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