GROSSETO. Si è presentato lunedì 13 aprile davanti al giudice Sergio Compagnucci per la direttissima, dopo il fermo scattato nei giorni precedenti nell’ambito di un’operazione antidroga dei carabinieri.
Il giovane, difeso dall’avvocato Giulio Parenti, ha affrontato l’udienza al termine della quale il giudice ha deciso di rimetterlo in libertà senza applicare alcuna misura cautelare. Questo perché era stato concordato il patteggiamento a pena sospesa: il pm infatti, non aveva chiesto la misura cautelare. Il giudice però ha rigettato il patteggiamento: il procedimento proseguirà ora con il rito abbreviato.
Il controllo e la perquisizione
L’episodio risale alla sera dell’11 aprile, quando i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Grosseto erano impegnati in un servizio mirato alla prevenzione e repressione dello spaccio di sostanze stupefacenti.
Durante i controlli in città, i militari hanno notato due giovani uscire da un’area verde e dirigersi verso via della Pace. Un comportamento che ha insospettito gli operatori, soprattutto quando uno dei due. diciannovenne di origini tunisine, ha consegnato qualcosa all’altro ricevendo in cambio denaro.
A quel punto è scattato il controllo.
Sorpreso con denaro contante
I carabinieri hanno deciso di perquisirlo. Il ragazzo era nervoso e insofferente. Addosso al 19enne i militari hanno trovato denaro contante, ritenuto compatibile con un’attività di spaccio.
Nelle tasche dei pantaloni aveva infatti banconote e monete per un totale di 165 euro.
Il denaro è stato sottoposto a sequestro, in quanto considerato possibile provento dell’attività illecita.
Dall’arresto all’udienza in tribunale
Dopo l’arresto, il giovane è stato condotto in caserma, poi portato davanti al giudice per la direttissima.
In aula, assistito dall’avvocato Giulio Parenti, ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato, una decisione che consentirà di definire il procedimento in tempi più rapidi.
Al termine dell’udienza, il giudice Sergio Compagnucci ha deciso di non applicare alcuna misura cautelare, disponendo la liberazione del giovane.




