Licenziata per un detersivo da 2,9 euro, Simiani: «Una vergogna che umilia il lavoro» | MaremmaOggi Skip to content

Licenziata per un detersivo da 2,9 euro, Simiani: «Una vergogna che umilia il lavoro»

Il deputato Pd interviene sul caso di Grosseto: «Atto ingiusto e sproporzionato, silenzio grave delle istituzioni»
Lo sciopero davanti alla Pam e il deputato Marco Simiani

GROSSETO. «Licenziare una lavoratrice con trent’anni di servizio per un flacone di detersivo dal valore di 2,9 euro non è rigore, non è giustizia, non è legalità».
È durissimo l’intervento del deputato Marco Simiani, che commenta quanto accaduto a Grosseto, dove una dipendente storica della Pam è stata licenziata per un episodio di valore irrisorio.

Secondo Simiani si tratta di «un atto ingiusto, sproporzionato e umiliante», che offende non solo una persona, ma il principio stesso di dignità del lavoro.
Una scelta che, sottolinea, non tutela il patrimonio aziendale, ma rappresenta «un chiaro abuso di potere».

«Punizione invece dell’equità»

Per il parlamentare democratico, il caso grossetano è l’ennesima dimostrazione di un modello aziendale che sceglie l’accanimento invece del rispetto, la punizione invece dell’equità.
«Una lavoratrice trattata come una criminale, senza alcun fondamento penale – aggiunge – dopo una vita spesa tra scaffali, turni, sacrifici e dedizione. È questo il valore che oggi si riconosce all’esperienza e alla fedeltà di chi lavora?».

Un episodio che, secondo Simiani, manda un messaggio pericoloso a tutte le lavoratrici e i lavoratori:
«Sei sacrificabile, anche dopo decenni».

Il silenzio delle istituzioni

Ma nel mirino del deputato finisce anche il comportamento delle istituzioni.
«Altrettanto grave è il silenzio del Governo – afferma – un silenzio che pesa come una responsabilità politica».

Simiani ricorda come l’esecutivo abbia respinto atti parlamentari che chiedevano di intervenire sulla crisi del gruppo, di fermare pratiche contestate come il cosiddetto “test del finto cliente” e di aprire un tavolo nazionale per la tutela dell’occupazione.

«Non è distrazione, ma una scelta precisa – accusa – abbandonare chi lavora, legittimare comportamenti aziendali arbitrari e rinunciare al ruolo pubblico di difesa dei diritti».

«La dignità non vale 2,9 euro»

«Quando lo Stato si ritrae, i più deboli restano soli – conclude Simiani -«Il lavoro non è una concessione, è un diritto. E la dignità non può essere cancellata per 2,9 euro».

Il Partito Democratico, ribadisce il deputato, «continuerà a stare dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori, dentro e fuori le istituzioni», perché senza rispetto del lavoro non c’è giustizia sociale e senza giustizia sociale non c’è futuro.

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