Liberty Magona, il "gioco al massacro" della proprietà: Fim e Uilm denunciano lo stallo sulla vendita | MaremmaOggi Skip to content

Liberty Magona, il “gioco al massacro” della proprietà: Fim e Uilm denunciano lo stallo sulla vendita

Vertenza Magona, fumata grigia al Ministero: burocrazia e studi legali frenano il rilancio. I sindacati chiedono risposte certe: «Piombino non può più aspettare»
La Liberty Magona
La Liberty Magona

PIOMBINO. Il futuro della Liberty Magona resta appeso a un filo, intrappolato in un labirinto di studi legali, burocrazia e tatticismi societari. È quanto emerso dall’incontro tecnico tenutosi questa mattina, giovedì 12 marzo, presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) tra la struttura di crisi e i coordinatori nazionali e territoriali di Fim e Uilm.

Il grido d’allarme dei sindacati è netto: nonostante la presenza di un acquirente solido come Trasteel, pronto a immettere capitali immediati per far ripartire la produzione, il passaggio di proprietà non decolla.

Stipendi a metà e ostruzionismo

La situazione più drammatica riguarda i lavoratori. L’indecisione della proprietà ha portato al mancato pagamento degli stipendi: solo oggi è stato erogato il 50% delle spettanze di febbraio, con la promessa del saldo per la prossima settimana.

«Siamo di fronte a un gioco al massacro messo in campo da Liberty Steel – denunciano Fim e Uilm – Da una parte la proprietà si dice disponibile a firmare il preliminare, dall’altra mette in atto un atteggiamento ostruzionistico che blocca la definizione dell’accordo».

«Per Fim e Uilm è evidente l’atteggiamento ostruzionistico della proprietà di Liberty Steel che da una parte si rende disponibile a firmare il preliminare di vendita, ma poi dall’altra non arriva a questa definizione. Con forte senso di responsabilità stiamo lavorando per evitare assolutamente procedure che danneggino i lavoratori e i creditori, quali fallimento o amministrazione straordinaria,  ma continuiamo a lottare per una cessione che garantisca la continuità di tutto il sistema».

Il nodo Greensill e l’ombra di un’ipotesi alternativa

Secondo quanto riferito dal Ministero, i ritardi sarebbero legati alle trattative tra i numerosi soggetti coinvolti e i rispettivi legali. Se i nodi relativi ai bilanci e al debito verso lo stabilimento di Ostrava sembrano sciolti, resta lo scoglio di Greensill.

La prossima settimana è attesa la risposta del curatore all’ultima proposta. Se dovesse arrivare un parere positivo, si procederebbe con l’accordo preliminare con Trasteel.

«Nei primi giorni della prossima settimana é prevista la risposta del Curatore Greensill all’ultima proposta, auspichiamo che stavolta sia positiva e si possa procede con il definitivo Accordo preliminare tra Trsnsteel e Liberty, ma sappiamo che si sta discutendo anche di un’altra ipotesi alternativa, come aveva anticipato all’ultimo incontro ministeriale l’avvocato Luca Jeantet».

Tuttavia, si fa strada anche una “via d’uscita” differente: un’ipotesi alternativa, forse un affitto di ramo d’azienda, che permetterebbe di traghettare lo stabilimento fuori dalla crisi senza passare per procedure traumatiche come il fallimento o l’amministrazione straordinaria.

«Non sappiamo se si sta parlando di un affitto di ramo d’azienda o di altra ipotesi, ma la cosa importante è che si trovi il modo per traghettare con Trasteel questa cessione senza mettere a rischio il futuro dei lavoratori e dello stabilimento. Al prossimo incontro, attualmente previsto per il prossimo 18 marzo, saranno forniti altri dettagli sulle trattative in corso e potremo comprendere quale via sarà deciso di intraprendere».

Il 18 marzo data chiave

Il prossimo incontro ministeriale è fissato per il 18 marzo. I sindacati hanno chiesto che quella data sia risolutiva:

«Nel corso della riunione odierna come Fim e Uilm abbiamo comunque chiesto che stavolta sia un incontro risolutivo perché è questo che i lavoratori pretendono, quindi se dovesse servire qualche giorno in più per limare i definitivi accordi, un ritardo ci creerebbe complicazioni ma saremmo anche favorevoli ad un breve rinvio della convocazione pur di avere risposte certe».

L’incontro si è concluso con la richiesta di Fim e Uilm al Ministero di fare tutto il possibile ed utilizzare tutti gli strumenti per chiudere una vicenda che potrebbe essere occasione di rilancio per Piombino

A margine dell’incontro, i sindacati hanno sollecitato il dottor Castano anche sulla vertenza JSW. La richiesta è quella di un incontro urgente, non più rinviabile, per affrontare le criticità del polo siderurgico piombinese.

Dal Ministero è arrivata comunque una rassicurazione: a breve sarà riconvocato un tavolo ufficiale o una ristretta per fare il punto della situazione.

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