PIOMBINO. In un contesto economico ancora segnato da incertezze, il terziario si conferma il principale motore delle assunzioni nella provincia di Livorno. Turismo, commercio e servizi concentrano infatti la maggior parte delle opportunità di lavoro, ma resta elevata la difficoltà per molte imprese di reperire personale qualificato.
È quanto emerge dai più recenti dati del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, commentati da Confcommercio Livorno.
Oltre 6.400 assunzioni previste nel trimestre
«Nel trimestre dicembre 2025 – febbraio 2026 – spiega il direttore provinciale di Confcommercio Livorno Federico Pieragnoli – sono previste in provincia oltre 6.400 assunzioni. Il 76% riguarda il settore dei servizi, con un peso rilevante delle attività legate al turismo, al commercio e ai servizi alle persone, mentre il 63% interessa imprese con meno di 50 dipendenti, a conferma del ruolo centrale delle piccole e medie imprese nell’economia locale».
Numeri che confermano la vitalità del tessuto imprenditoriale, ma che non cancellano alcune criticità strutturali.
Quattro imprese su dieci non trovano i profili richiesti
Accanto ai segnali positivi, permane infatti una diffusa difficoltà nel reperimento dei profili professionali richiesti. «Secondo le rilevazioni Excelsior – prosegue Pieragnoli – nel 43% dei casi le imprese livornesi dichiarano difficoltà a trovare il personale necessario, soprattutto per la mancanza di candidati adeguati o per una preparazione non coerente con le esigenze aziendali».
Una situazione che attraversa più settori e che incide direttamente sulla capacità delle imprese di programmare investimenti e crescita.
Pochi contratti stabili e alta richiesta di esperienza
Il problema si riflette anche sulla qualità dell’occupazione. «Solo poco più di un quinto delle assunzioni previste sarà stabile – osserva Pieragnoli – mentre la restante parte riguarda contratti a termine. Inoltre, circa il 70% delle entrate richiede esperienza specifica, un elemento che rende ancora più complesso l’incontro tra domanda e offerta di lavoro».
Nonostante ciò, emerge anche un dato incoraggiante: «Quasi un terzo delle opportunità è rivolto a giovani under 30, un segnale che va colto e valorizzato».
Formazione e orientamento per ridurre il mismatch
«Il mismatch tra domanda e offerta di lavoro – conclude il direttore di Confcommercio Livorno – è ormai una criticità cronica che costringe molte imprese a rivedere i propri piani di sviluppo e, in alcuni casi, a ridimensionare l’attività quotidiana».
Confcommercio sta rafforzando strumenti concreti di supporto, dall’Agenzia per il lavoro di Confcommercio Pisa e Livorno, che affianca le pmi nella ricerca e selezione del personale, allo Sportello decreto flussi, fondamentale per favorire l’ingresso regolare di manodopera straniera. «Ma per invertire davvero la tendenza – conclude Pieragnoli – servono interventi strutturali, a partire da investimenti più incisivi nella formazione professionale e in un orientamento scolastico sempre più allineato ai reali fabbisogni delle imprese».