FOLLONICA. È una nuova truffa, studiata nei dettagli e particolarmente pericolosa, quella che si è verificata a Follonica nel pomeriggio di ieri, mercoledì 14 gennaio.
Verso le 17 il telefono fisso di Maria Pettorali, residente in una casa indipendente a Pratoranieri, squilla in modo insistente. Dall’altra parte una voce maschile si presenta come un carabiniere della stazione di Gavorrano. «Signora, è la moglie di Piero Niccolini? Dobbiamo parlare con suo marito» dice.
«La vostra targa è legata a una rapina»
Il truffatore entra subito nel vivo: «La targa della vostra Fiat Panda risulta registrata su un’altra Panda che ha fatto una rapina a Grosseto. Dobbiamo verificare se è clonata». Poi l’ordine: «Suo marito deve venire subito in caserma a Gavorrano a dare spiegazioni. Lei invece deve restare a casa».
Una richiesta anomala, che però viene accompagnata da una messinscena molto credibile: la signora avrebbe dovuto restare a casa in attesa di una seconda telefonata da parte della stazione dei carabinieri. «Mi hanno detto di attendere – spiega Maria – perché avrebbero dovuto comunicarmi un codice che avrebbe permesso a mio marito di accedere in caserma».
«Non riattacchi, resti in linea»
I due truffatori hanno quindi continuato a tenere Maria al telefono: «Non riattacchi», ripetono. «Resti in casa. Arriverà una chiamata e ci faccia sapere anche quando arriva sua figlia a casa». Intanto chiedono anche il numero del cellulare di Maria. È qui che scatta il sospetto.
«Ho iniziato a pensare che qualcosa non tornasse – racconta la donna – Gli ho dato numeri sbagliati. Per entrare in casa nostra c’è un cancello automatico: ho capito che volevano tenermi in casa da sola per poi venire a suonare fingendosi carabinieri».
La telefonata salvifica
Mentre il marito resta in linea con i truffatori, Maria si chiude in un’altra stanza e chiama la caserma dei carabinieri di Follonica. La risposta è immediata: «Per carità, signora è una truffa. Tenga il telefono occupato, arriviamo». In sette minuti i carabinieri, quelli veri, sono a casa di Maria. Quando arrivano, i truffatori hanno appena riattaccato.
L’obiettivo: far uscire lui, restare sola lei
I militari, arrivati sul posto, hanno spiegato chiaramente che l’obiettivo dei truffatori era quello di far uscire di casa il marito con una scusa “giudiziaria” e lasciare la donna sola in casa. Si sarebbero poi presentati come carabinieri per entrare e derubare la famiglia. Un furto che è stato sventato solo grazie alla prontezza di Maria.
«Abbiamo avvisato tutti i vicini – dice – ma resta un magone addosso. Sono stati davvero convincenti».



