FOLLONICA. Un’ora al telefono. Nessun sospetto. Tutto apparentemente regolare. Poi la porta di casa che si chiude alle spalle di due sconosciuti e, pochi minuti dopo, gioielli e contanti spariti. È una truffa studiata nei minimi dettagli quella messa a segno lunedì pomeriggio 2 febbraio ai danni di una famiglia di Follonica.
Un raggiro complesso, costruito passo dopo passo, che dimostra quanto le truffe telefoniche siano diventate sofisticate e pericolose.
Un’ora al telefono: così nasce il raggiro
Tutto comincia nel primo pomeriggio con una telefonata sul cellulare di una donna di Follonica. Dall’altra parte del filo persone che si presentano come carabinieri di Piombino. Il tono è sicuro, professionale, rassicurante.
La conversazione va avanti a lungo, quasi un’ora. I truffatori fanno domande, ascoltano, incalzano, guidano il discorso. Riescono così a far emergere informazioni personali fondamentali, tra cui una recente denuncia per lo smarrimento della carta d’identità.
Un dettaglio decisivo. Proprio quell’elemento convince la donna che tutto sia reale. Nessun dubbio, nessun allarme. La telefonata finisce e l’episodio viene archiviato come una semplice verifica.
La telefonata alla figlia e l’allontanamento da casa
Poco dopo scatta il secondo atto. I truffatori chiamano la figlia, usando le informazioni appena raccolte. Anche a lei parlano da carabinieri, chiedendole di recarsi alla caserma di Piombino per alcuni controlli.
Tutto torna. I dati sono corretti, la storia è coerente. La ragazza sale in auto e parte. Ed è proprio in quel momento che il piano entra nella fase finale.
Due uomini alla porta: la casa ripulita
Mentre la figlia è in viaggio verso Piombino, due uomini si presentano alla porta dell’abitazione della madre a Follonica. Dopo un primo momento di esitazione vengono fatti entrare.
Con abilità verbale, pressione psicologica e – secondo quanto riferito – anche con toni minacciosi, i due riescono a farsi indicare dove si trovano gioielli e contanti. Agiscono in fretta, senza errori. In pochi minuti l’appartamento viene svuotato.
Poi la fuga. Silenziosa, rapida. Quando la figlia rientra, è ormai troppo tardi.
Truffe sempre più sofisticate: cosa c’è dietro
Negli ultimi anni le truffe telefoniche hanno cambiato volto. Non più semplici chiamate improvvisate, ma veri e propri copioni studiati nei dettagli. Tra il 2024 e il 2025 si è registrata un’escalation di raggiri basati su tecniche avanzate e sull’uso dell’intelligenza artificiale.
Il voice cloning permette di riprodurre fedelmente la voce di un familiare partendo da pochi secondi di audio. Lo spoofing consente di far apparire sul display numeri ufficiali di banche o enti pubblici. Anche la truffa del wangiri si è evoluta, diventando uno strumento per raccogliere campioni vocali da riutilizzare in frodi successive.
Nel 2025 in Italia sono stati segnalati quasi 4 milioni di casi di truffe telefoniche, con danni economici superiori ai 600 milioni di euro. Numeri impressionanti, che spiegano perché nessuno possa dirsi davvero al sicuro.
Come difendersi: poche regole fondamentali
Difendersi è possibile, ma serve attenzione costante. Alcune regole base possono fare la differenza:
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concordare una «parola d’ordine» con i familiari per verificare situazioni di emergenza
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ricordare che carabinieri e banche non chiedono mai dati sensibili o denaro per telefono
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diffidare sempre da chi crea urgenza o chiede di allontanarsi da casa
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bloccare chiamate sospette e numeri esteri non attesi



