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«La tariffa è aumentata»: ma è una truffa

Non sono le compagnie a chiamare, ma operatori privati in cerca di nuovi contratti: ecco come non cadere nel tranello
Truffa telefonica

GROSSETO.  Sempre più spesso chi ha ancora il telefono fisso, riceve chiamate a dir poco “sospette”: dall’altro capo del filo una voce tranquilla, dopo aver chiesto dell’intestatario della linea telefonica, fa presente che nella prossima fattura ci sarà un aumento consistente, anche di 20 euro al mese.

È quello che è successo a un grossetano che ha segnalato alla redazione di MaremmaOggi un tentativo di truffa telefonica, nel quale, per fortuna, non è caduto. 

In questo caso, la persona che ha telefonato all’uomo si è spacciata per un operatore della stessa compagnia con la quale l’utente è abbonato. In alcuni casi la persona al telefono dice di essere di un’associazione di consumatori, che nell’interesse dell’utente lo avvisa dell’aumento e lo mette in contatto con un operatore più vantaggioso.

Affermazioni che dovrebbero mettere subito in guardia. Anche perché l’operatore telefonico che annuncia l’aumento della tariffa, deve farlo dandone comunicazione scritta al consumatore. E poi per quale motivo un’associazione di consumatori dovrebbe fare telefonate a scopo commerciale? Non è certo quello, il loro lavoro.

Come si attua il raggiro telefonico

«Hanno telefonato al mio numero – racconta l’uomo – e quando ho risposto, la persona che era all’altro capo del telefono, mi ha fatto presente l’aumento e il cambio delle condizioni, in peggio ovviamente, ma senza troppa enfasi, cioè con un impatto minimo».

È chiaro che con l’aumentare del costo di un servizio l’operatore telefonico incasserà di più dal suo cliente, ma al tempo stesso rischierà di perderlo. E meno clienti si accorgeranno dell’aumento, meno richieste di recesso riceveranno e più clienti l’operatore conserverà. La tattica, insomma, sembra essere proprio questa. «Una telefonata del genere è assurda – continua l’uomo – mi sono domandato il perché una compagnia telefonica dovrebbe contattare milioni di clienti per segnalare loro che sta aumentando le sue condizioni contrattuali e incentivarli a cambiare? Un controsenso no?». 

È stata questa riflessione a metterlo in guardia e ad evitare di cascarci. 

«Senza dimenticare che la comunicazione telefonica, a differenza di quella scritta – aggiunge –  non può essere documentata. Per cui la compagnia in questione non potrebbe mai provare di aver soddisfatto gli oneri informativi».

Come difendersi

Detto che in generale è meglio evitare di fare contratti per telefono, il consumatore è meglio che verifichi l’esistenza effettiva dell’aumento: serve come minimo la comunicazione in fattura. E soprattutto valutare l’attendibilità della fonte: l’aumento tariffario non può essere fatto da uno sconosciuto al telefono.

L’Agcom ha spesso dovuto sanzionare gli operatori in quanto queste comunicazioni non erano sufficientemente chiare o visibili in fattura.

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