GROSSETO. Un vero allarme quello lanciato da Assoutenti: con l’inflazione che non accenna a fermarsi, inevitabilmente andare a fare la spesa anche al supermercato, avrà ripercussioni sul portafoglio.
L’indagine ha certificato che una famiglia con due figli, solo per bere e mangiare deve mettere oggi in conto una maggiore spesa di 343 euro annui in più rispetto al 2024. Un vero salasso.
Rincari all’ordine del giorno, dalla carne ai latticini
«I forti rincari dei prezzi dei generi alimentari – ha detto il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso afferma Assoutenti – sono evidenti, insieme alla preoccupazione per i dati Istat diffusi sull’inflazione. Gli italiani stanno affrontando una stangata silenziosa. Mentre l’inflazione si mantiene stabile al +1,6%, alcuni comparti chiave per le famiglie registrano prezzi in sensibile ascesa. In termini di spesa, ciò equivale ad un aggravio da +343 euro annui per una famiglia con due figli, mentre se si considera la generalità dei consumatori, la stangata alimentare complessiva raggiunge in Italia i 6,2 miliardi di euro su base annua. L’appello al governo è quello di rimettere mano al potere d’acquisto delle famiglie italiane che da anni non riparte, mentre nel resto d’Europa redditi, capacità di spesa e salari crescono in maniera costante».
I prodotti più colpiti dai rialzi dei prezzi
È il caso degli alimentari, il cui trend appare in forte crescita anche a settembre, registrando un +3,7% su anno, con punte del +4,8% per gli alimentari non lavorati. La carne bovina rincara su anno del +7,3%, formaggi e latticini segnano un +6,6%, le uova costano il 7,1% in più. Sensibili aumenti anche per il burro con un +10,6% su base annua, agrumi +13,3%, pomodori +10,2%, cioccolato +11%, caffè +22%.
«Al di là della solita rissa da bar tra Tajani e Salvini e dei continui tentativi di distrazione di massa della Meloni – dice Melluso – anche stavolta nella legge di bilancio, non è stato messo un euro per i problemi veri del Paese. Resta una verità elementare: non c’è trippa per gatti. Gli stipendi sono al palo e così resteranno. Il costo della vita alle stelle è e alle stelle resta».
«La sanità continua a essere un lusso per chi non può permetterselo. E mentre i mercati finanziari plaudono, nei mercati rionali la realtà è questa: burro +60%, olio +53%, riso +52%, pollo +33%, pane +28%. Altro che ripresa – conclude – È un’Italia dove la spesa cresce, ma la busta paga no. Un’Italia che si arrabatta tra scontrini sempre più lunghi e portafogli sempre più vuoti, mentre il governo festeggia l’equilibrio di bilancio e dimentica quello delle famiglie».