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La solitudine digitale dei nonni: «Senza nipoti siamo persi»

Tra app complicate, password e servizi online, cresce il divario tecnologico: senza aiuto molti over 65 restano esclusi
Un anziano a un corso di computer

GROSSETO. La tecnologia, specialmente quella usata attraverso i cellulari e le applicazioni fa passi da gigante quotidianamente. Ma c’è una fascia di persone che però forse è rimasta indietro: gli anziani. Chi ha una certa età infatti, viene considerato come un “analfabeti digitale” e non è mai scontato che si riesca a dialogare con tutte quelle istituzioni, dalle banche alle assicurazioni o enti che ormai fanno del digitale il primo contatto. A sentire i nonni, la problematica non è di poco conto: per risolvere i problemi legati alla tecnologia serve per forza l’intervento dei figli, se non quello dei nipoti.

Le difficoltà è per la tecnologia a volte cervellotica

Anche per per chi non è uno smanettone, a volte districarsi all’interno di siti o applicazioni non è sempre semplice.  E non è vero che gli anziani non sanno usare le app: spesso incontrano difficoltà perché la tecnologia è poco accessibile e non progettata per loro. Ci sono però app intuitive e spiegazioni mirate, basti pensare a whatsapp o usare l’e-commerce per esempio, e qui anche i meno esperti possono diventare abili. Serve però tanta pazienza, superando barriere legate a scarsa istruzione digitale, vista e memoria, trasformando le app in risorse preziose.

Serve l’alfabetizzazione digitale e servizi di supporto

Per aiutare gli anziani, ma in generale tutte le persone poco avvezze alla tecnologia, servirebbe una vera “istruzione”: anche di corsi base, magari attraverso le scuole o per chi può farlo, a istituzioni.  

I motivi per i quali un anziano ha difficoltà a interagire con le app

  • Design non inclusivo: molte app sono pensate per utenti giovani e veloci, non tenendo conto di problemi di vista, memoria o motilità.
  • Alfabetizzazione digitale bassa: molti non hanno avuto un’istruzione digitale formale, limitando l’uso a funzioni base come email e ricerca.
  • Paura e diffidenza: intimiditi dalla novità o dai rischi (come le truffe).
  • Deficit sensoriali e motori: problemi di vista, udito o forza possono rendere difficile l’uso di schermi piccoli e comandi. 

I motivi per i quali invece sarebbero utile imparare a usare le app

  • Mettere in evidenza i benefici pratici: mostrare come le app aiutano le persone, magari per vedere nipoti su videochiamata, fare acquisti online, controllare il meteo).
  • Usare similitudini: Paragonare internet a TV e telefono insieme per far capire il concetto di informazione e contatto.
  • Sicurezza: Spiegare i pericoli delle truffe online e come riconoscerle. 

Qualche soluzione c’è

  • Esistono app 8per l’appunto…) che trasformano lo smartphone in un dispositivo “per anziani” con comandi intuitivi.
  • App e servizi specifici possono semplificare l’uso di funzioni come messaggistica e chiamate. 

 

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