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La realtà virtuale per ritrovare se stessi dopo l’ictus

Riacquistare la capacità di muoversi, di ricordare, di relazionarsi con gli altri: a Grosseto la tecnologia entra nei percorsi di cura per migliorare il recupero cognitivo e motorio dei pazienti colpiti da ictus
Il visore per la realtà virtuale

GROSSETO. Riacquistare la capacità di muoversi, di ricordare, di relazionarsi con gli altri. Dopo un ictus, ogni piccolo gesto può diventare una sfida quotidiana. Oggi però la tecnologia offre nuove possibilità per migliorare la qualità della vita delle persone colpite da questa patologia, una delle principali cause di disabilità in Italia.

A Grosseto nasce un progetto che unisce riabilitazione e realtà virtuale, con l’obiettivo di rendere più efficace e coinvolgente il percorso di recupero. Si chiama Mi.Re.Co.Mo.Re (Mixed reality for cognitive and motor rehabilitation) ed è stato presentato sabato 18 ottobre nella sala Pegaso del palazzo della Provincia di Grosseto.

Un progetto che unisce innovazione e riabilitazione

Il progetto è promosso dall’Azienda Usl Toscana Sud Est, attraverso la Uoc di Riabilitazione di Grosseto, e sostenuto dalla Fondazione CR Firenze.
L’obiettivo è chiaro: sfruttare la realtà mista per stimolare la plasticità cerebrale e favorire il recupero cognitivo e motorio delle persone colpite da ictus.

«Con la realtà virtuale mista – spiega il dottor Mauro Mancuso, direttore della Riabilitazione di Grosseto – i pazienti possono allenare attenzione, memoria e coordinazione in ambienti realistici e motivanti. Non si tratta più di semplici esercizi al computer, ma di esperienze immersive, dove si interagisce con oggetti e situazioni quotidiane».

Il dottor Mauro Mancuso, direttore dell’Unità di Riabilitazione

Grazie a un visore di realtà aumentata e mista, i pazienti vedono elementi virtuali integrati nel mondo reale. Possono, ad esempio, provare a prendere un oggetto, camminare in un percorso simulato o completare attività che migliorano la concentrazione e la motricità fine.

RehAtt-XR: il nuovo protocollo riabilitativo

Il cuore del progetto è il nuovo protocollo RehAtt-XR, che combina esercizi cognitivi e motori in un ambiente di realtà virtuale.
Questo sistema sarà confrontato con il tradizionale programma RehaCom, per valutare in modo scientifico l’efficacia delle nuove tecnologie.

Lo studio coinvolgerà 60 pazienti nella fase subacuta dell’ictus e, secondo Mancuso, «potrà dimostrare che la realtà mista migliora il recupero cognitivo e motorio, favorisce la neuroplasticità e rende la riabilitazione più personalizzata e motivante».

La presentazione della realtà virtuale

Il progetto si inserisce in un contesto clinico di grande rilevanza: in Italia oltre un milione di persone convivono con gli esiti dell’ictus, e ogni anno circa 200 pazienti vengono seguiti nei percorsi riabilitativi di Grosseto.

Un approccio che restituisce fiducia e autonomia

La sperimentazione punta non solo a migliorare le capacità motorie, ma anche a rafforzare le funzioni cognitive e relazionali. «La realtà virtuale permette di stimolare la curiosità e la voglia di competere – spiega Mancuso – Le persone si sentono più coinvolte e sono più motivate a partecipare agli esercizi, anche grazie ai serious game e all’intelligenza artificiale che personalizza i percorsi di cura».

Una tecnologia che, come sottolinea Tania Barbi, direttrice del Distretto sanitario grossetano, «aiuta a restituire qualità alla vita. Vogliamo che alla vita più lunga si accompagni anche più benessere e autonomia».

L’evento del 18 ottobre a Grosseto

Il progetto Mi.Re.Co.Mo.Re è stato presentato sabato 18 ottobre alla sala Pegaso del palazzo della Provincia di Grosseto. Oltre ai rappresentanti istituzionali, sono intervenuti esperti internazionali come la professoressa Helena Fordell dell’Università di Umea (Svezia), che ha raccontato i principi teorici della realtà aumentata in riabilitazione, e il dottor Cristiano Scarselli (CRT – Clinica di Riabilitazione Toscana) che ha illustrato le nuove tecnologie in ambito terapeutico.

Una dimostrazione pratica della realtà virtuale aumentata è stata curata dalla dottoressa Giuliana Rosso dell’Azienda Usl Toscana Sud Est.

Un futuro più umano e tecnologico

«Mi.Re.Co.Mo.Re rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni, sanità pubblica e fondazioni possa tradursi in un miglioramento reale della qualità della vita», commenta Francesco Limatola, presidente della Provincia di Grosseto.
E Carlo Vellutini, membro del CdA di Fondazione CR Firenze, aggiunge: «Innovare i percorsi di cura significa offrire ai pazienti nuove possibilità di recupero, ma anche sostenere le famiglie e chi si prende cura di loro. La tecnologia può e deve essere al servizio della persona».

 

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