PIOMBINO. I due giorni di incontri con il Ministero per decidere del destino dei lavoratori del polo siderurgico Jsw si sono conclusi con il rinnovo delle trattative sul fronte degli ammortizzatori sociali, ma con pesanti interrogativi lasciati senza risposta alcuna sul piano industriale. Manca ancora la firma sull’accordo di programma.
Proroghe blindate fino al 2027
L’interlocuzione tra le organizzazioni sindacali Fim, Fiom e Uilm e il direttore delle risorse umane del gruppo Jsw, Francesco Mazzarri, ha portato alla conferma delle proroghe della cassa integrazione in deroga. Nello specifico i 1256 lavoratori di Jsw Steel Italy saranno coperti fino al 7 gennaio 2027.
Mentre i 52 addetti di Gsi Lucchini saranno messi in sicurezza fino a ottobre 2026. Infine, i 110 dipendenti di Piombino Logistics avranno garantiti gli ammortizzatori sociali fino al 30 settembre 2026.
Nonostante la messa in sicurezza del reddito, il clima tra le tute blu di Piombino resta teso.
«Si continua a parlare soltanto di ammortizzatori e mai di lavoro o investimenti veri» è questo il vero nodo della questione che, con forza, denunciano i sindacati.
L’Accordo di programma fantasma
La preoccupazione maggiore riguarda il nuovo Accordo di programma. Sebbene il presidente Marco Carrai avesse annunciato la firma entro lo scorso Natale, a fine gennaio non si ha ancora traccia di una convocazione ufficiale né di un testo definito.
Il timore dei lavoratori è che il congelamento delle festività si stia trasformando in uno stallo pericoloso per il futuro del sito produttivo.
A complicare il quadro è l’impatto del Cbam, il nuovo meccanismo europeo di tassazione del carbonio alle frontiere. Secondo le sigle sindacali, l’azienda avrebbe sottovalutato enormemente l’impatto economico:
«L’ex AD Asawale parlava di un incremento di pochi euro. La realtà parla di un aumento dei costi di 60/70 euro a tonnellata sull’importazione del semiprodotto. Un errore di valutazione che rischia di mettere fuori mercato anche il treno rotaie, l’ultimo impianto ancora strategico».
Con i reparti barre e vergella fermi e la Gsi che perde quote di mercato, il sindacato punta il dito contro l’attuale amministratore delegato, Tiwari Vinay, chiedendo soluzioni concrete per evitare la chiusura definitiva dell’unica produzione di rotaie in Italia.
Verso lo stato di agitazione: richiesti incontri urgenti
Fim, Fiom e Uilm hanno già inviato una richiesta di incontro urgente al Ministero delle imprese e del Made in Italy (Mimit). Parallelamente, è previsto per la prossima settimana un faccia a faccia con il presidente Marco Carrai.
Novità attese anche sul fronte Metinvest: i sindacati hanno chiesto un colloquio al responsabile del personale, Davide Camarda, per monitorare lo stato dei colloqui dei lavoratori attualmente in cassa a zero ore destinati al nuovo progetto industriale.
Il calendario delle assemblee
Per fare il punto della situazione e illustrare la piattaforma per il rinnovo del Ccnl, sono state indette le assemblee dei lavoratori per mercoledì 18 febbraio presso la saletta dell’Ex Dup, suddivise per turni:
09.30 – 10.30: per il primo turno e gli spezzati
11.00 – 12.00: per il personale fuori orario (presso Consiglio di Fabbrica)
21.00 – 22.00: per il secondo turno
22.00 – 23.00: per il terzo turno