Jsw «Fabbrica in balia di chiunque»: furti, impianti smontati e sicurezza zero | MaremmaOggi Skip to content

Jsw «Fabbrica in balia di chiunque»: furti, impianti smontati e sicurezza zero

A Piombino è allarme sicurezza nell’area industriale JSW: senza vigilanza, la fabbrica è esposta a intrusioni e furti continui, con danni agli impianti ancora attivi. I sindacati chiedono interventi immediati
Furti continui e impianti smontati alla Jsw di Piombino
Furti continui e impianti smontati alla Jsw di Piombino

PIOMBINO. A Piombino sta andando in scena l’ennesimo paradosso industriale italiano: mentre lo stabilimento JSW dovrebbe essere al centro di un grande progetto di rilancio, la fabbrica cade letteralmente a pezzi.

Nell’area ex Lucchini, ormai senza vigilanza, si entra come in un edificio abbandonato: linee elettriche smontate, furti continui, reparti sfondati e impianti compromessi.

La denuncia arriva direttamente dai rappresentanti dei lavoratori, che parlano di una situazione ormai fuori controllo:

  • il sito è esposto a intrusi e ladri
  • crescono rischi ambientali e per i pochi operai rimasti
  • si mettono a repentaglio perfino gli asset industriali ancora produttivi

E mentre si attende, il 27 novembre, che l’azienda presenti al ministero il famoso “business plan”, qui a Piombino si lotta solo per evitare che venga rubato quel poco che è rimasto.

Un’area industriale abbandonata a se stessa

La fermata degli impianti ha accelerato un processo già avviato da anni: capannoni vuoti, strutture danneggiate, ingressi facili. Secondo i sindacati, il problema si è aggravato da quando JSW ha eliminato la sorveglianza e il presidio delle portinerie.

Prima i furti nei reparti dismessi. Ora il salto di livello: rubano perfino dentro l’unico impianto ancora attivo, il Treno di laminazione TPP.


Due furti in due settimane: produzione bloccata

Nella centrale CET 1 si sono verificati episodi gravissimi: l’ultimo ha bloccato la ripartenza del treno, causando:

  • danni economici
  • ritardi produttivi
  • problemi ai pochi posti di lavoro ancora attivi

Una situazione che, denunciano i sindacati, «mette a rischio la sopravvivenza stessa dello stabilimento».


Le richieste dei sindacati: “Serve sicurezza, subito”

RLS e organizzazioni sindacali hanno avvisato istituzioni e proprietà. Ma ora pretendono risposte immediate:

✅ restauro delle recinzioni e delle barriere perimetrali
✅ ripristino del presidio alla portineria di Ischia
✅ attivazione di ronde e controllo costante nel sito

Non interventi straordinari: il minimo indispensabile.


Un’azienda credibile… mentre la fabbrica si smonta da sola?

Con una domanda che pesa come un macigno:

Come può essere credibile un piano industriale, quando l’azienda non riesce nemmeno a difendere ciò che resta della fabbrica?

Il timore, dichiarano i lavoratori, è che si parli di futuro mentre si distrugge il presente.


Restano solo i lavoratori

Nel vuoto lasciato dall’azienda e con le istituzioni in attesa dei prossimi tavoli romani, gli unici a proteggerla davvero sono loro, i lavoratori.

Senza vigilanza, senza certezze, senza fabbrica.

E senza tempo da perdere.

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