Jsw Piombino, flop al Mimit: Fiom Cgil attacca l’azienda e chiede risposte | MaremmaOggi Skip to content

Jsw Piombino, flop al Mimit: Fiom Cgil attacca l’azienda e chiede risposte

Nessun passo avanti sull’accordo di programma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy: sindacati delusi e futuro produttivo ancora in bilico. Ferrari: «Affermazioni vaghe e impegni non sufficienti»
L'ingresso della fabbrica Jsw e uno degli impianti
L’ingresso della fabbrica Jsw e uno degli impianti

PIOMBINO. Si è concluso lunedì 27 in serata l’incontro presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) convocato per un aggiornamento sul piano industriale di JSW Steel Italy.

All’incontro, presieduto per il ministero dal dottor Castano, erano presenti i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni locali, tra cui Regione Toscana e Comune di Piombino.

Per l’azienda, salvo il responsabile del personale, tutti i rappresentanti si sono collegati in remoto.

«Incontro imbarazzante e senza risposte concrete»

Secondo la Fiom Cgil, si è trattato di un incontro imbarazzante, che ha confermato ancora una volta la totale impreparazione dell’azienda e la mancanza di risposte concrete rispetto alle richieste dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali.

Dal confronto non è emerso alcun passo avanti sostanziale verso una soluzione che garantisca la ripresa produttiva e la tutela occupazionale.

Accordo di programma ancora bloccato

In assenza di una definizione dell’accordo di programma, si è assistito al consueto scaricabarile di responsabilità tra azienda e istituzioni, senza che nessuno assumesse un ruolo di reale indirizzo.

Il ministero si è limitato a prendere atto dell’impasse, aggiornando la riunione al 24 novembre 2025, data in cui sono stati convocati i vertici aziendali e i rappresentanti istituzionali coinvolti nella definizione dell’accordo.

Fiom: «Serve chiarezza e trasparenza»

Tutto lascia supporre che la firma dell’accordo di programma sia ancora lontana e manchi di condivisione tra istituzioni e JSW.

Per la Fiom, ora è necessario che la discussione emerga con chiarezza e trasparenza, affrontando apertamente le divergenze ancora in campo.

«Il tempo è scaduto: servono impegni vincolanti»

La Fiom-Cgil nazionale e territoriale chiede ora un atto di responsabilità da parte dell’azienda, che prenda atto della realtà dei fatti e collabori per la rapida definizione dell’accordo di programma.

Solo così sarà possibile garantire un vero piano industriale e avviare concretamente il revamping del treno rotaie, oggi in condizioni disastrose, che non assicurano né continuità produttiva, né certezze occupazionali, né affidabilità per i clienti.

La Fiom-Cgil conclude che il tempo è scaduto: servono impegni vincolanti, investimenti reali e una prospettiva industriale concreta per Piombino e per tutti i lavoratori coinvolti.

Usb: «Sempre la stessa barzelletta»

Anche l’Usb ha espresso una posizione durissima sull’esito dell’incontro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, condividendo la preoccupazione della Fiom per i continui ritardi e l’assenza di impegni concreti da parte dell’azienda.

Per il sindacato di base, la situazione di stallo conferma l’incapacità di Jsw di presentare un piano industriale credibile e rende urgente un intervento pubblico diretto per garantire il futuro del polo siderurgico di Piombino.

L’Usb denuncia che si è ripetuta la solita «barzelletta» sulla variante urbanistica, usata ancora una volta come pretesto per non avviare il revamping del treno rotaie, passaggio decisivo per la ripresa produttiva.

L’azienda ha presentato solo un piano di lavoro di sei mesi, senza impegni chiari su investimenti, tempi o occupazione.

Usb: «Serve un intervento pubblico, la siderurgia è strategica»

Secondo l’Usb, il Governo si è mostrato poco soddisfatto dell’atteggiamento di Jsw, tanto da riconvocare un nuovo incontro il 24 novembre per affrontare sia l’avanzamento dell’accordo di programma che il piano industriale.

Il sindacato sottolinea che i ritardi pesano anche su Metinvest Adria, rallentando il rilancio complessivo del polo siderurgico.

Per questo, l’Usb ribadisce la richiesta di un intervento pubblico diretto e della nazionalizzazione del settore siderurgico, a partire da Piombino, dove la produzione di rotaie è considerata strategica per gli investimenti di Rfi e per le infrastrutture del Pnrr.

Ferrari: «Affermazioni vaghe e impegni non sufficienti»

Queste le parole del sindaco di Piombino, Francesco Ferrari.

«All’incontro odierno al Mimit, dove JSW avrebbe dovuto illustrare un piano industriale chiaro e definitivo per il rilancio della siderurgia a Piombino, abbiamo invece constatato una distanza inaccettabile tra le promesse dell’azienda e le esigenze reali del territorio».

«A istituzioni e rappresentanti dei lavoratori che da anni chiedono fatti, Jsw ha risposto con affermazioni vaghe e impegni non sufficienti. Dire di essere “pronti a partire” con il revamping del treno rotaia non basta per essere credibili: un progetto industriale è serio se dà risposte adeguate all’occupazione, se riguarda Gsi, Piombino Logistics, le bonifiche, la sicurezza degli impianti e le opere compensative che la città attende da troppo tempo».
 
«Dopo oltre sette anni di annunci non seguiti dai fatti, Piombino vuole garanzie reali: investimenti, tempistiche, responsabilità puntuali».

Scheda – JSW Piombino e lo stato dell’accordo di programma

  • Stabilimento: ex Lucchini, rilevato da JSW Steel Italy nel 2018

  • Occupazione: circa 1.400 addetti diretti e indiretti

  • Situazione attuale: impianti fermi, treno rotaie da riattivare

  • Accordo di programma: ancora non firmato, previsto confronto il 24 novembre 2025

  • Richieste sindacali: investimenti concreti, rilancio produttivo, tutela dei livelli occupazionali

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