PIOMBINO. La vertenza dell’acciaio piombinese entra in una fase cruciale e il sindacato alza la guardia. A pochi giorni dal confronto istituzionale che ha visto intorno allo stesso tavolo il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e il sindaco di Piombino Francesco Ferrari, la Fiom-Cgil di Livorno torna a far sentire la propria voce.
A firmare l’intervento è il segretario territoriale Mauro Macelloni, che mette sul tavolo un tema tanto delicato quanto urgente: la tenuta occupazionale e la salvaguardia del know-how operaio in vista della firma del nuovo accordo di programma per Jsw Steel Italy.
La coerenza delle istituzioni e il nodo della manodopera
Il punto di partenza della riflessione sindacale si muove sul terreno delle dichiarazioni recenti di Confindustria e del mondo politico. Da più parti si sottolinea la centralità strategica della siderurgia nazionale, accompagnata però dall’atavica difficoltà nel reperire manodopera specializzata e nell’attrarre le nuove generazioni verso le tute blu.
Un cortocircuito logico, secondo la Fiom, se a queste denunce non seguono atti concreti di tutela immediata. Per il sindacato non esiste una dicotomia tra il rilancio industriale futuro e la protezione delle maestranze di oggi: le due cose coincidono.
Arrivare vivi ai nuovi impianti
Il cuore dell’appello lanciato da Macelloni riguarda la continuità delle competenze. Per far ripartire la produzione e garantire un ricambio generazionale efficace, non basta pianificare l’arrivo di nuovi impianti siderurgici. È indispensabile che il capitale umano attualmente presente all’interno dello stabilimento arrivi “vivo”, ovvero economicamente e professionalmente integro, all’appuntamento con la svolta industriale.
Disperdere l’esperienza accumulata in anni e anni di lavoro all’interno della fabbrica significherebbe condannare il futuro polo siderurgico a un vuoto di competenze difficilmente colmabile.
L’alt al testo dell’accordo di programma
Da qui la richiesta perentoria indirizzata al governo, alla Regione e al Comune: l’accordo di programma non può e non deve contenere zone d’ombra.
La Fiom-Cgil chiede a gran voce che il testo definitivo garantisca una copertura e una tutela piena ed incondizionata per tutti i lavoratori in forza a Jsw. Non si tratta soltanto di difendere i posti di lavoro in senso numerico, ma di preservare l’identità stessa, il dna e la storia della siderurgia piombinese, evitando che un patrimonio di professionalità unico venga sacrificato o disperso nel nome della transizione.