PIOMBINO. Dopo il richiamo del segretario generale Uilm Rocco Palombella sui ritardi dell’accordo di programma per il rilancio siderurgico di Piombino, arriva la replica durissima del presidente di Jsw Steel Italy Piombino, Marco Carrai: «Non è Jsw a fermare tutto, ma Metinvest, che per cinque volte ha chiesto di modificare l’intesa sul Pontile Lucchini». Una risposta netta che riapre lo scontro industriale sul futuro della siderurgia piombinese
Palombella aveva parlato di un blocco dell’accordo di programma capace di mettere a rischio anche gli investimenti industriali collegati al progetto Metinvest, chiedendo un incontro urgente al ministero delle Imprese e del made in Italy e invitando Jsw ad assumere un atteggiamento più proattivo.
Ma Carrai ribalta completamente la lettura della vicenda.
Carrai: «Non è Jsw a fermare l’accordo, ma Metinvest»
«Se il sindacato si informasse meglio saprebbe che l’accordo di programma non è fermo per responsabilità di Jsw, ma a causa di Metinvest, che per la quinta volta ha preteso di cambiare l’accordo sul Pontile Lucchini».
Secondo il presidente di Jsw, il nodo principale resta proprio il futuro utilizzo del pontile, sul quale – sottolinea – era già stato raggiunto più volte un equilibrio grazie al lavoro dell’Autorità di sistema portuale.
«Grazie agli sforzi dell’Autorità di sistema portuale per ben cinque volte era arrivato l’accordo per far coesistere le due aziende. Ma per cinque volte Metinvest lo ha voluto correggere».
«Viene da chiedersi se qualcuno voglia buttare fuori Jsw»
Nella replica di Carrai emerge anche un’accusa politica e industriale molto netta.
«Viene da chiedersi se qualcuno voglia altro, non la coesistenza, bensì buttar fuori Jsw».
Una frase che fotografa il clima sempre più teso attorno alla definizione dell’assetto industriale futuro del polo siderurgico piombinese, dove convivono i progetti di rilancio di Jsw e quelli annunciati da Metinvest.
«Per la terza volta Metinvest chiede proroghe sulle aree»
Carrai insiste poi su un altro punto: i ritardi nelle procedure di subentro delle aree industriali.
«Quello che sappiamo per certo è che per la terza volta da Metinvest ci hanno chiesto di prorogare gli accordi per il subentro delle aree, perché dicono di non essere pronti».
Una situazione che, secondo Jsw, sta bloccando investimenti già pronti a partire.
«I macchinari sono già arrivati e stanno invecchiando nei capannoni»
Il presidente di Jsw rivendica lo stato avanzato della preparazione industriale dell’azienda.
«Non è accettabile il fatto che i ritardi loro blocchino noi che siamo pronti da tempo, come dimostrano le foto divulgate con i macchinari nuovi, acquistati, arrivati e già in condizione di essere installati, che anzi stanno invecchiando nei capannoni».
Il riferimento è agli impianti acquistati da Jsw per il rilancio della produzione, già presenti nello stabilimento ma ancora non utilizzabili in attesa del completamento dell’accordo istituzionale.
«Piombino si salva con tutti, non contro qualcuno»
La conclusione di Carrai è un invito ad abbassare i toni.
«Ci vorrebbe più moderazione e meno tifo per una parte o l’altra, perché Piombino si salva con tutti e non a vantaggio o discapito di qualcuno».
Nel pieno di una fase decisiva per il futuro industriale di Piombino, il confronto tra aziende, istituzioni e sindacati torna dunque ad alzare il livello dello scontro. Sul tavolo restano il nodo dell’accordo di programma, la gestione delle aree industriali e la convivenza tra i diversi progetti siderurgici.
Ma il messaggio lanciato da Marco Carrai è chiaro: «Piombino si salva con tutti e non a vantaggio o discapito di qualcuno»