FOLLONICA. Un progetto strategico da 8 miliardi di euro, destinato a trasportare energia rinnovabile prodotta nel deserto tunisino, con un impianto grande come la provincia di Livorno, fino all’Italia.
Ma anche un’opera destinata a incidere sul territorio, con approdi che saranno probabilmente ospitati sulla costa di Follonica, cavi interrati lungo la viabilità esistente e una grande stazione di conversione da sei ettari a Campiglia Marittima.
È durato diverse ore l’incontro pubblico che si è tenuto martedì sera nella sala Tirreno di Follonica dedicato al progetto “Italia Tunisia Link” (TI-Link), promosso dalla società Zhero. Una sala piena, con cittadini e tecnici, dove non sono mancati dubbi, domande e preoccupazioni.
«È un progetto che nasce dialogando»
A introdurre l’incontro i relatori di Zhero, che hanno spiegato come il percorso sia partito attraverso il confronto con la Regione Toscana e le amministrazioni locali. «È un’idea di progetto che si fa dialogando – ha detto – Crediamo che parlare sia il modo migliore per avere informazioni corrette».
I comuni coinvolti sono sei: Campiglia Marittima, Castagneto Carducci, Follonica, Piombino, San Vincenzo e Suvereto.
Il punto fermo, però, resta la stazione Terna di Suvereto, indicata come unico nodo realmente in grado di accogliere l’energia proveniente dalla Tunisia. «Da lì partono quattro autostrade dell’energia – è stato spiegato – ed è lì che dobbiamo collegarci».
«Il progetto – hanno spiegato – nasce con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza energetica del Mediterraneo, favorire la decarbonizzazione delle economie europee e valorizzare in modo strutturato l’eccezionale potenziale rinnovabile della Tunisia».
Energia dal deserto tunisino
Il progetto prevede grandi impianti solari ed eolici nel deserto tunisino, integrati con sistemi di accumulo a batterie. Secondo i promotori, si tratta di aree improduttive impossibili da replicare in Italia. «Mettere pannelli e pale eoliche nel deserto è diverso rispetto a farlo sul territorio italiano – è stato detto – Qui non si troverebbero spazi così». L’impianto sarà infatti ampio come la provincia di Livorno e al momento sono in ballo due zone desertiche della Tunisia per le localizzazioni.
L’infrastruttura, una volta attiva, dovrebbe coprire circa il 5% del fabbisogno energetico nazionale. I cavi sottomarini saranno quattro, ciascuno con un diametro di circa 17 centimetri, completamente interrati e invisibili. «Una volta completato l’intervento, non ci saranno tralicci né cavi aerei», è stato ribadito più volte durante la serata.
Il progetto TI-Link sarà interamente finanziato da capitali privati, quindi senza impatto sulla bolletta dei consumatori finali, e fornirà alla rete elettrica italiana almeno 10 TWh l’anno, pari al fabbisogno di circa 4 milioni di famiglie. La Tunisia usufruirà di una parte dell’energia e delle infrastrutture elettriche di supporto.

L’approdo a Follonica e l’ipotesi Boschetto
Perché scegliere Follonica? Per raggiungere Suvereto serve un approdo sulla costa, è però importante che il sito prescelto abbia delle caratteristiche specifiche. Le varie possibilità sono state oggetto di analisi preliminari effettuate da Zhero, che hanno escluso la presenza di vincoli paesaggistici, archeologici e idrogeologici rilevanti. Il rispetto della posidonia ha poi un’importanza particolare e, visto che proprio di fronte a Follonica la prateria sembra essere più sottile rispetto ad altri tratti di costa, questo la renderebbe una zona particolarmente adatta.
Durante l’incontro è stato spiegato che sono arrivate nuove ipotesi localizzative, tutte follonichesi, e che tra le aree allo studio c’è quella del parcheggio comunale nella zona del Boschetto-Pratoranieri.
Secondo quanto emerso, l’idea più accreditata, almeno al momento, sarebbe quella di sfruttare l’area del parcheggio di Pratoranieri per limitare l’impatto delle opere, ma è stata presa in considerazione anche l’area del canneto lungo via Don Sebastiano Leone. I cavi, una volta arrivati a terra, proseguirebbero interrati fino alla stazione Terna di Suvereto.
Torr del Sale e l’area industriale di Piombino

La centrale di conversione sarà realizzata a Campiglia Marittima ma durante il pomeriggio si è parlato anche di ipotesi alternative per la realizzazione dell’impianto: nell’area industriale di Piombino e nella ex centrale Enel di Tor del Sale.
Quest’ultima soluzione avrebbe infatti avuto il vantaggio di collegarsi direttamente a infrastrutture elettriche già esistenti, evitando parte dei cavi terrestri verso Suvereto. Ma Zhero è arrivata tardi: per quella centrale ci sono altri progetti.
La stazione elettrica a olio combustibile di Tor del Sale, che ha cessato la produzione nel 2012 ed è stata dismessa nel 2015, è infatti stata venduta da Enel a una società del gruppo Gb Invest che sta investendo nell’hotellerie di lusso. Impossibile quindi impiegare quel sito.
Invece, per quanto riguarda la zona industriale di Piombino, secondo quanto spiegato dai tecnici, le aree risultano essere fortemente contaminate, con falde inquinate e interventi di messa in sicurezza molto complessi. «Se realizziamo fondazioni profonde per la stazione – è stato detto – rischiamo di creare vie preferenziali per le infiltrazioni nella falda». Inoltre, i tempi delle bonifiche potrebbero non essere compatibili con quelli del progetto.
Tempi e investimenti
Zhero ha spiegato di aver già presentato un documento di sintesi al Governo il 5 dicembre scorso e di aver avviato interlocuzioni con il ministro Gilberto Pichetto Fratin e con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Il progetto rientra nel Piano Mattei per la cooperazione energetica con l’Africa. L’iter autorizzativo dovrebbe svilupparsi tra il 2027 e il 2028, mentre il cantiere e la messa in esercizio sono previsti tra il 2029 e il 2032.
Compensazioni e sconto sull’energia
Ampio spazio anche al tema delle compensazioni per i territori interessati. I tecnici hanno spiegato che le misure compensative previste dalla legge saranno legate agli impatti ambientali residui e che potranno essere concordate con le amministrazioni locali.
Tra le ipotesi emerse anche quella di uno sconto sul costo dell’energia per i territori coinvolti, anche se è stato precisato che ogni accordo è ancora prematuro e dovrà essere formalizzato successivamente tramite le amministrazioni.
Due mesi per osservazioni pubbliche
La consultazione pubblica resterà aperta dal 21 maggio al 23 luglio 2026. Cittadini, associazioni ed enti potranno presentare osservazioni sul tracciato dei cavi, sugli approdi, sulla localizzazione della stazione di conversione e sugli impatti ambientali dell’opera.
Tutti i materiali del progetto sono disponibili sul sito ufficiale www.ti-link.it.



