ISOLA DEL GIGLIO. Un vero e proprio terremoto politico scuote l’isola del Giglio. Nella giornata di giovedì 9 aprile sono state protocollate le dimissioni del sindaco Armando Schiaffino e del vicesindaco Guido Cossu, che è anche assessore al Bilancio, al Demanio, al Personale, alla Portualità, alla scuola e al Lavoro. Un assessorato di peso, per il piccolo Comune isolano.
Una decisione drastica che arriva al culmine di mesi difficili per l’amministrazione comunale, tra tensioni interne, uffici bloccati e criticità organizzative.
Dimissioni ufficiali: «Impossibile lavorare»
Nella comunicazione inviata ai consiglieri comunali, all’assessore esterno, al segretario comunale, alla prefetta Paola Berardino e anche alla Procura, i vertici dell’amministrazione spiegano chiaramente le ragioni della scelta.
«Il principale motivo di tale decisione è da individuare nella impossibilità, a oltre 20 mesi dalle elezioni, di concretizzare una necessaria riorganizzazione razionale e funzionale di alcuni uffici», si legge nel documento.
Una situazione che, secondo quanto dichiarato, avrebbe compromesso il corretto funzionamento dell’ente, rendendo impossibile proseguire nell’attività amministrativa.
Caos stipendi e ufficio tecnico fermo
Alla base della crisi anche problemi concreti e ormai noti da tempo: stipendi non pagati, uffici in difficoltà e, in particolare, un ufficio tecnico di fatto paralizzato.
Un contesto che ha reso sempre più complicata la gestione ordinaria del Comune, alimentando tensioni e rallentamenti.
Ombre su possibili ostruzionismi
Nel testo delle dimissioni emerge anche un passaggio particolarmente delicato. Gli ormai ex amministratori sollevano interrogativi su eventuali comportamenti interni.
«Ci chiediamo se tutto quanto accaduto possa essere interpretato come un atteggiamento di dubbio sulla legittimità delle procedure – scrivono – oppure configurarsi come comportamento di ostruzionismo tale da sconfinare nell’ipotesi di reato di rilevanza penale».
Parole pesanti che aprono scenari potenzialmente rilevanti anche sotto il profilo giudiziario.
Verso il commissariamento
Le dimissioni aprono ora la strada a un possibile commissariamento da parte della prefettura. Una scelta che gli stessi dimissionari definiscono necessaria «per consentire successivamente la nomina di un commissario prefettizio» e ristabilire il corretto funzionamento dell’ente.
Nonostante il clima difficile, nel documento non mancano i ringraziamenti ai consiglieri della lista di maggioranza, all’assessore esterno e ai dipendenti comunali.
Un riconoscimento rivolto a chi, «pur in un clima di grandi difficoltà», ha continuato a lavorare con responsabilità.
Le dimissioni, come prevede il testo unico degli enti locali, saranno effettive e irrevocabili dopo 20 giorni dalla loro formalizzazione. In questo lasso di tempo il sindaco dimissionario, secondo la legge, può ripensarci. Allo scadere del ventesimo giorno, il sindaco decade dall’incarico e si scioglie il consiglio comunale. A quel punto arriva il commissario.
Una crisi senza precedenti
Quello che sta accadendo all’Isola del Giglio rappresenta uno dei momenti più complessi della recente storia amministrativa dell’isola.
Un vero terremoto istituzionale che lascia ora spazio a una fase di transizione, con l’obiettivo di riportare stabilità e funzionalità alla macchina comunale.



