GROSSETO. Si sono conosciuti nel lontano 1970 ed è stato un colpo di fulmine a renderli inseparabili, nonostante i dolori che la vita presenta. Quello che caratterizza la storia d’amore di Adria Calossi e Aldo Consoli sono gli sguardi d’intesa che si scambiano dopo 53 anni di matrimonio. I due sono uniti da un sentimento che lascia sbalordito chiunque li osservi nella stessa stanza.
Qualche giorno prima di Natale Adria ha avuto un’ischemia che l’ha costretta a letto e Aldo le è sempre rimasto al fianco. Non è raro vederlo avvicinarsi al letto della moglie e accarezzarle il volto o la mano dicendole: «Mamma mia Adrina, ma quanto sei bella?», mentre la guarda con gli occhi pieni d’amore.
«Ci siamo conosciuti a ballare nel 1970, dopo che sono tornata da Roma per accudire mia sorella Sabrina, che era appena nata – dice Adria – È stato un colpo di fulmine per entrambi e da lì non ci siamo più separati. In questi ultimi mesi mi è sempre stato accanto e questo ha rafforzato molto il nostro rapporto».
L’amore di Adria e Aldo
L’amore ha diverse forme, colori e storie. Da adolescenti è frenesia, corsa e impazienza; da adulti si trasforma in presenza, pace e intesa. E fra loro l’intesa è sempre alta: gli sguardi sono pieni di emozioni e i cuori, appunto, d’amore.
«Non ho mai dubitato di lui e non ho mai avuto un ripensamento, neanche quando percorrevo la navata il giorno del nostro matrimonio. Mi ricordo che pioveva molto – racconta Adria – Ed è da lì che è iniziato il nostro viaggio insieme. Poi è nata nostra figlia Michela e quello è stato il giorno più bello del nostro matrimonio, insieme alla nascita di nostra nipote Caterina. Negli anni non ci siamo mai lasciati e anche le discussioni sono state poche».
Più di due mesi fa Adria ha avuto un’ischemia che l’ha costretta a letto e quella notte è stato proprio Aldo a soccorrerla. L’80enne si era alzata per andare in bagno quando, a un tratto, ha avuto un mancamento davanti al marito. Lui, con calma e lucidità , l’ha sollevata, l’ha rimessa sul letto e ha chiamato subito i soccorsi. Ma Aldo le è sempre stato accanto, anche mentre Adria affrontava altre malattie gravi.
«Questi anni con lei sono stati belli, nonostante gli alti e bassi che ci ha dato la vita – dice Aldo – Quella sera a Ribolla mi avvicinai e le chiesi di ballare e, da lì, non ci siamo più lasciati. L’ischemia ci ha dato molta sofferenza, ma ci ha unito ancora di più. Ho smesso anche di lavorare per seguirla e starle vicino».
«Vivo per la mia famiglia e per lui»
Nella loro storia quello che colpisce è la cura con cui si guardano e si parlano dopo oltre mezzo secolo insieme. Adria, fin quando ha potuto, ha sempre fatto di tutto per il marito e lui ha fatto lo stesso per lei.
Il lavoro per Aldo è sempre stato importante ed era un metalmeccanico. Non ha mai saltato un giorno di officina e, anche ora che è in pensione, continua a tenersi impegnato con qualche lavoretto.
«Il trucco per stare insieme così tanti anni è sopportarsi e lasciar correre qualcosa. Lui lavorava sempre e anche io lavoravo molto – dice Adria – Sono stati anni belli, pieni di rispetto reciproco e di amore. Non ho mai pensato di lasciarlo e alle mie nipoti dico sempre di sposarsi per amore, perché il cuore sa che strada prendere».
«Lo chiamano ancora per qualche consulenza, ma lui rinuncia sempre per restare con me – conclude – Con l’ischemia è difficile vivere e la ripresa è lenta, ma vado avanti per lui e per tutta la mia famiglia».



