PORTO SANTO STEFANO. È stata inaugurata mercoledì 28 gennaio la nuova Casa di Comunità di Porto Santo Stefano, un presidio sanitario strategico per l’Argentario e per tutta la zona sud della provincia di Grosseto. Il taglio del nastro si è svolto alla presenza del presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, del direttore generale della Asl Toscana Sud Est, Marco Torre, della direttrice della zona distretto Colline dell’Albegna Roberta Caldesi e delle autorità locali.
La struttura, situata in via Barellai, è già operativa da alcune settimane, dopo il completamento del trasferimento dalla precedente sede del distretto sanitario. Non si tratta di un semplice cambio di edificio, ma dell’attuazione concreta del nuovo modello di sanità territoriale, basato sulla prossimità delle cure e sulla presa in carico integrata dei cittadini.
Due accessi e servizi integrati per i cittadini
La nuova Casa di Comunità è organizzata con due ingressi distinti:
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da via Collodi si accede agli ambulatori dei medici di medicina generale e alla continuità assistenziale (guardia medica);
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da via Barellai sono disponibili tutti gli altri servizi sanitari e sociosanitari rivolti alla popolazione.
All’interno trovano spazio tutti i servizi previsti dalla normativa nazionale (Dm 77), tra cui il Punto unico di accesso (Pua), le assistenti sociali, il Centro unico prenotazioni (Cup), il punto prelievi e l’ambulatorio infermieristico, oltre alla medicina generale.
Investimento da 1,7 milioni di euro con fondi Pnrr
L’intervento ha richiesto un investimento complessivo di circa 1,7 milioni di euro, finanziati in gran parte con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e per circa 90mila euro dalla Regione Toscana. Un investimento mirato a rafforzare l’assistenza sanitaria di prossimità e a ridurre la pressione su pronto soccorso e ospedali.
«Oggi a Porto Santo Stefano inizia la grande riforma della sanità territoriale toscana – ha sottolineato Eugenio Giani – con l’inaugurazione di una delle prime settanta case di comunità finanziate con i fondi Pnrr. L’obiettivo è curare e prendere in carico i bisogni di salute delle persone nei territori dove abitano, soprattutto anziani e malati cronici».
Il presidente ha ricordato che in Toscana sono state finanziate settanta case di comunità , ventitré ospedali di comunità e trentasette centrali operative territoriali, sottolineando come i cantieri stiano rispettando il cronoprogramma previsto.
Un presidio di prossimità per sanità e sociale
Per il direttore generale della Asl Toscana Sud Est, Marco Torre, «la Casa di Comunità rappresenta un presidio fondamentale di prossimità , un luogo in cui i cittadini trovano ascolto, orientamento e risposte concrete ai loro bisogni sanitari e sociali. È qui che si realizza una presa in carico continuativa e integrata, capace di accompagnare soprattutto le persone con fragilità e patologie croniche».
Sulla stessa linea la direttrice della zona distretto Colline dell’Albegna, Roberta Caldesi: «Stiamo lavorando in sinergia con la direzione aziendale per creare un punto di riferimento che aiuti la comunità locale a conoscere i servizi disponibili e a valutare i bisogni delle persone più fragili o con disabilità , avviando percorsi di presa in carico integrata».
Con l’apertura della nuova Casa di Comunità , Porto Santo Stefano e l’Argentario compiono un passo importante verso una sanità più vicina ai cittadini, accessibile e integrata con il territorio.





