FOLLONICA. Con 9 voti favorevoli e 5 contrari il consiglio comunale di Follonica ha approvato il nuovo regolamento dell’imposta di soggiorno. Una delibera che ha spaccato la maggioranza del sindaco Matteo Buoncristiani: i consiglieri di Lega e Forza Italia hanno infatti abbandonato l’aula, palesando la loro contrarietà .
Tariffa unica tutto l’anno
Il nuovo regolamento introduce una tariffa unica per tutto l’anno, eliminando la distinzione tra alta e bassa stagione, con applicazione già dal 2026.
Secondo l’assessora Azzurra Droghini, che ha presentato il documento in consiglio, la scelta nasce dalla volontà di «semplificare il sistema» e allinearlo agli standard dei principali comuni turistici costieri. Una decisione orientata, ha spiegato, alla «semplicità , alla chiarezza e alla trasparenza», inserita in un percorso di collaborazione con gli operatori del settore.
Collaborazione che però le categorie contestano. Federalberghi Follonica, BookingFollonica e Assohotel Confesercenti si sono dette contrarie alle novità . Già a dicembre, durante una riunione con l’amministrazione, l’ipotesi di incremento aveva ricevuto parere negativo, ribadito anche nell’incontro del 23 gennaio. Nonostante questo, il Comune ha deciso di procedere.
«Abbiamo uniformato la tassa che era diversa da tutti gli altri comuni simili al nostro – ha detto Droghini – Le somme saranno devolute al territorio. Vogliamo costruire una governance turistica condivisa. Il turismo è la nostra prima economia e merita strumenti adeguati».
La frattura nella maggioranza
Durissima la presa di posizione di Stefano Boscaglia (Lega): «Non ci è stato dato modo di valutare questa cosa. Quando voto mi piace conoscere di cosa parliamo. Abbiamo chiesto confronti ma nessuno mi ha mai convocato. Non si capisce come saranno spesi questi soldi. Ero d’accordo nell’uniformare la tassa, ma andare a massacrare gli imprenditori non è corretto».
Netta la posizione del consigliere Riccardo D’Ambra (Forza Italia): «Sono contrario a qualsiasi forma di tassazione per cittadini e imprese. La bassa stagione va incentivata. Per il centrodestra pronunciare la parola tassazione è aberrante. Noi che siamo il centrodestra ci facciamo male da soli».
L’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri di Lega e Forza Italia ha certificato una frattura politica evidente all’interno della maggioranza.
Le critiche dell’opposizione
Anche l’opposizione ha votato contro, criticando sia il metodo sia il merito. Giacomo Manni ha sottolineato che l’aumento non avrebbe dovuto partire già nel 2026: «Ci sono realtà che hanno già prenotazioni e così si troveranno in difficoltà . Bastava iniziare nel 2027».
Mirjam Giorgieri ha puntato il dito sull’urgenza del provvedimento: «Stiamo parlando di una modifica di regolamento che non ha urgenza. Si fanno le corse e non c’è uno straccio di verbale che attesti un vero confronto con le categorie. Probabilmente dovevate far quadrare il bilancio, altrimenti non si spiega».
Andrea Pecorini ha parlato di «problema politico enorme nella maggioranza», evidenziando la mancanza di obiettivi chiari nell’utilizzo delle risorse: «Se il problema è investire sul turismo, 720 mila euro all’anno, che già c’erano grazie alla tassa di soggiorno, sono una cifra importante. Questa era l’occasione per rimodulare meglio le risorse».
Francesco Ciompi ha invece richiamato l’attenzione sugli adempimenti per chi affitta regolarmente: «Con l’estensione del periodo di imposta aumenta anche il numero dei versamenti da fare, invece era necessario semplificare. Lo slittamento al 2027 era la soluzione più logica».
L’urgenza secondo la giunta
A replicare è stato il vicesindaco Danilo Baietti: «L’urgenza non è dovuta alla chiusura del bilancio. Le politiche tributarie vanno approvate prima del bilancio e, se si voleva intervenire nel 2026, questi erano i tempi utili. 160 mila euro saranno utilizzati per la promozione turistica».
La delibera è quindi passata, ma lascia dietro di sé una maggioranza incrinata.



