SUVERETO. L’eccellenza enologica della Val di Cornia ha il suo nuovo campione.
Nell’ambito del prestigioso Festival del Vino Val di Cornia DOC, sono stati proclamati i vincitori dell’edizione 2025 del Premio “Michele Martinelli – Vino & Territorio”, il riconoscimento che celebra il legame indissolubile tra la qualità del calice e l’identità del paesaggio.
Il trionfatore assoluto: Quantisassi

A sbaragliare la concorrenza e conquistare il titolo di primo assoluto è stata l’azienda La Batistina con il suo “Quantisassi”. Un vino che la giuria ha descritto come colto, profondo e territoriale, capace di distinguersi per un equilibrio e una struttura fuori dal comune.
Autentica espressione del Cabernet Sauvignon di Suvereto, il Quantisassi nasce da una filosofia produttiva rigorosa: vinificazione in cemento per esaltare l’estrazione dalle bucce, fermentazione con lieviti naturali e un affinamento di almeno 18 mesi in barriques di rovere francese.
La scelta di imbottigliare senza chiarifica né filtrazione permette di consegnare al consumatore un prodotto integro, specchio fedele dell’annata e del terreno.
I campioni di categoria
Se La Batistina ha ottenuto il riconoscimento supremo, il Premio Martinelli ha acceso i riflettori anche su altre punte di diamante del territorio, suddivise per tipologia:
Categoria rosso: Il primo premio va a LeQuerce con l’etichetta “Vinalia”, confermando la vocazione dei grandi rossi della zona.
Categoria rosé: Trionfo per l’Azienda San Rocco con il suo “Syrasol”, un rosato che unisce freschezza e carattere.
Categoria bianco: Primato per Petricci e Del Pianta con il “Fabula”, testimonianza della crescita qualitativa dei bianchi locali.
Un territorio in crescita
Il Premio Michele Martinelli si conferma non solo una competizione, ma una vetrina fondamentale per la Val di Cornia.
«Complimenti a tutte le aziende premiate – hanno commentato gli organizzatori – per la qualità, la ricerca e la passione che continuano a mettere in campo, rendendo questo territorio uno dei distretti vinicoli più interessanti della Toscana».
Un plauso corale che unisce produttori, esperti e appassionati nel segno di un vino che, anno dopo anno, sa raccontare con eleganza la storia di queste colline.






