PIOMBINO. Il silenzio dell’Auditorium del Centro Giovani Fabrizio De André si è riempito ieri di una memoria potente e necessaria. In occasione del 35° anniversario della tragedia del Moby Prince, avvenuta il 10 aprile 1991, la città di Piombino ha scelto il linguaggio universale del teatro per parlare alle nuove generazioni. Gli studenti delle scuole secondarie di primo grado (Comprensivo 1 e Comprensivo dei Due Mari) hanno assistito alla rappresentazione «MT Moby Prince 3.0», un’opera che trasforma il palcoscenico in uno spazio di consapevolezza civile.
L’evento, patrocinato e sostenuto dal Comune di Piombino con il contributo di Etrusca Profilati e Unicoop Tirreno, ha l’obiettivo di accendere un riflettore su una ferita che, dopo oltre tre decenni, resta ancora aperta per l’intera costa toscana e per l’Italia intera.
Una ferita ancora aperta
Attraverso la narrazione scenica, i ragazzi hanno potuto confrontarsi con i dettagli e le emozioni di quella notte drammatica, in cui 140 vite vennero spezzate a poche miglia dal porto di Livorno.
In un’epoca in cui il rischio dell’oblio è sempre dietro l’angolo, la presenza attenta degli studenti ha confermato l’urgenza di custodire il ricordo di eventi che hanno cambiato la storia del Paese. Lo spettacolo non è stato solo una lezione di storia locale, ma un momento di partecipazione collettiva per mantenere viva la richiesta di giustizia e verità .
Cresci: «Un patrimonio di consapevolezza per i giovani»

A sottolineare il valore educativo dell’iniziativa è stata l’assessora all’istruzione e politiche giovanili, Simona Cresci, che ha ribadito la necessità di questo percorso di conoscenza.
«Offrire ai nostri studenti l’opportunità di assistere ad uno spettacolo come M/T Moby Prince 3.0 – ha dichiarato l’assessora Simona Cresci – significa accompagnarli in un percorso di conoscenza e consapevolezza su una tragedia che ha profondamente segnato la nostra comunità , a trent’anni di distanza dalla più grande sciagura della Marina Civile Italiana, le cause dell’incidente in cui 140 persone persero la vita non sono ancora chiare, una delle tante tragedie senza colpe né colpevoli accadute nel nostro Paese e purtroppo rimossa dalla memoria collettiva. Proprio per questo motivo ospitare uno spettacolo teatrale che la ricordi significa trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio di memoria».
L’iniziativa si inserisce in un più ampio quadro di commemorazioni che Piombino dedica ogni anno alle vittime, ribadendo che, finché ci sarà chi ricorda, la storia del Moby Prince non andrà mai persa.