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«Il Palio ai rioni»: la proposta che scuote Porto Santo Stefano

Dopo un anno di tensioni e ricorsi, Cerulli lancia l’idea. Tutto si svolgerebbe sotto il coordinamento di una federazione
Palio 2024: la festa all'arrivo della Fortezza e il sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli
Una delle scorse edizioni del Palio e il sindaco di Monte Argentario Arturo Cerulli

PORTO SANTO STEFANO. Curioso siparietto del sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli, sulla pagina di Ninna Channel, che si occupa principalmente di Palio Marinaro dell’Argentario.

Stuzzicato sulla situazione di stallo che sta attraversando il Palio Marinaro, rispetto a quanto accaduto negli ultimi mesi, Cerulli ha lanciato una proposta destinata a far discutere. Il sindaco di Monte Argentario avrebbe anticipato una linea già discussa in giunta e attualmente al vaglio dell’amministrazione. L’idea sarebbe chiara: affidare la gestione del Palio ai rioni e non al Comune.

I rioni dovrebbero strutturarsi in un comitato autonomo, con un ruolo centrale nella gestione dell’evento. Il tutto sotto il coordinamento di una federazione, che dovrebbe garantire regole, sicurezza e il riconoscimento dell’aspetto sempre più sportivo della manifestazione.

Una boutade o proposta concreta?

Va però sottolineato che potrebbe anche trattarsi di una boutade del sindaco, considerato che anche in passato Cerulli ha fatto spesso dichiarazioni tra il provocatorio e il simbolico: in passato aveva dichiarato di voler spostare la data del Palio, non più il 15 agosto, cosa che naturalmente non è mai avvenuta. Il sindaco, fra il serio e la battuta, ha proposto l’idea, forse per vedere che effetto facesse. E l’effetto c’è stato: tutta Porto Santo Stefano ne parla.

La proposta arriva dopo un’edizione, quella del 2025, fortemente segnata da polemiche e tensioni, ancora non del tutto sopite. Contestazioni sui risultati, ricorsi e interventi legali avrebbero contribuito a incrinare il clima attorno alla manifestazione.

Alcune decisioni sono state contestate, alimentando malcontento tra i rioni e nella cittadinanza. Ne è derivata una situazione complessa, che ha creato qualche imbarazzo, messo in difficoltà l’amministrazione comunale e aperto un dibattito più ampio sulla gestione dell’evento.

Il Palio è una grande preoccupazione

La proposta del sindaco Cerulli sembrerebbe andare proprio in questa direzione: alleggerire il ruolo del Comune, trasferendo oneri e responsabilità ai rioni, pur mantenendo un livello di controllo attraverso una federazione. Resta però aperta una questione cruciale: questo nuovo assetto sarebbe davvero in grado di garantire sicurezza, chiarezza normativa e una gestione condivisa? Secondo Cerulli sì. Il Comune potrebbe garantire sicurezza e ordine pubblico, ma non si occuperebbe più di tutto ciò che ruota intorno al Palio.

Questo nasce anche dal fatto che, a cinque mesi dal prossimo evento, la situazione relativa al Palio dello scorso anno non è ancora stata chiarita e rimane in sospeso.

I ricorsi e gli sviluppi più recenti

Nel frattempo, il quadro si è arricchito di nuovi sviluppi sul fronte dei ricorsi. Il tribunale federale della Ficsf si sarebbe dichiarato incompetente sul ricorso presentato dal vogatore Alessandro Benedetti, dopo che anche i probiviri indicati dall’Ente Palio si erano espressi nello stesso senso.

Decisioni che non entrano nel merito della vicenda, ma che hanno prodotto effetti immediati: resta valido l’esito del Palio 2025, assegnato dal Consiglio di regata alla Fortezza, così come è confermata la squalifica del vogatore. Restano al vaglio ulteriori ricorsi, tra cui quello presentato dal rione Valle e dallo stesso vogatore, contribuendo a mantenere aperta una vicenda che continua a generare dibattito all’interno della comunità.

Un futuro ancora da costruire

Il futuro del Palio, ad oggi, è in una fase di transizione. La proposta di Cerulli, che ha più volte ribadito come il Palio sia la prima cosa a cui pensare dopo quelle più urgenti, rappresenta un punto di partenza. Sarà così? Staremo a vedere.

Intanto, la prima cosa che probabilmente sarà in agenda è un incontro con i rioni, i cittadini e tutte le parti coinvolte. Ciò che appare evidente è che, dopo quanto accaduto nell’ultima edizione, un cambiamento non sarebbe più rimandabile. Resta da capire quale forma potrebbe prendere e se sarà in grado di restituire al Palio quella dimensione di festa e identità che negli anni lo ha reso un appuntamento centrale per la comunità.

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