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Il nostro tempo raccontato dai suoi protagonisti

Da domenica 28 agosto “Lettere dall’Occidente”, la nuova rassegna di Fondazione Grosseto Cultura con Franco Fazzi. Il primo ospite intervistato dal giornalista sarà Marco Bertolini, ex generale della Folgore
L’Hotel Terme Leopoldine

GROSSETO. In tempi di “cancel culture” ha ancora senso sostenere la validità dei valori promossi dalla tradizionale cultura occidentale? È una questione sulla quale si pone l’obiettivo di riflettere – e, con l’aiuto degli ospiti, di rispondere in maniera affermativa – la nuova rassegna promossa da Fondazione Grosseto Cultura, da un’idea del giornalista Franco Fazzi: “Lettere da Occidente”.

Una chiacchierata con personalità di primo piano 

 Si tratta di un ciclo di incontri legato all’attualità che si propone di diventare un appuntamento fisso, a cadenza regolare nel corso di tutto l’anno, nell’ambito del panorama culturale grossetano. Il primo incontro di “Lettere da Occidente” è in programma domenica 28 agosto alle ore 18.30 all’Hotel Terme Marine Leopoldo II, a Marina di Grosseto (ingresso libero), con un ospite d’eccezione: Marco Bertolini, già a capo del Comando operativo di vertice interforze e comandante della Brigata Folgore. E sarà solo il primo della serie di personalità di primo piano in arrivo nelle prossime settimane a Grosseto.

«È giusto che le democrazie come quella in cui viviamo, quella Occientale, mettano in discussione i propri valori e i propri ideali, fino addirittura ad arrivare a rinnegarli, in nome dei cambiamenti di pensiero e di linguaggio che intervengono a contaminare la cultura contemporanea? Questa riflessione – dice il giornalista Franco Fazzi, ideatore e conduttore della rassegna – sta alla base del dibattito che ci proponiamo di stimolare con “Lettere da Occidente” e ringrazio Fondazione Grosseto Cultura per aver subito accolto con favore la mia proposta, offrendo la massima collaborazione nella realizzazione dell’iniziativa. Parleremo delle influenze del “politicamente corretto”, delle conseguenze del conformismo. L’incontro del 20 agosto con Marco Bertolini è solo il primo appuntamento di una lunga serie, se il pubblico apprezzerà l’iniziativa come ci auguriamo: è ancora presto per svelare i nomi dei prossimi ospiti, ma posso sicuramente anticipare che si tratta di grandi nomi a livello nazionale e internazionale del giornalismo, delle istituzioni e della cultura».

Marco Bertolini
Marco Bertolini

«Con “Lettere da Occidente” – dichiara il presidente di Fondazione Grosseto Cultura, Giovanni Tombari – arricchiamo ulteriormente la nostra offerta di iniziative culturali con un format che prima d’ora mancava. Assieme alle esposizioni di grandi capolavori, alle attività dei musei e alle nostre iniziative ormai consolidate, infatti, da tempo desideravamo fortemente proporre anche un appuntamento legato ai grandi temi dell’attualità sotto forma di dibattito che potesse coinvolgere personalità di spicco e, di riflesso, tutta la nostra comunità: per questo ringraziamo il giornalista Franco Fazzi che ha ideato e che condurrà questo ciclo di incontri, portando grandi ospiti. Particolarmente interessante, inoltre, si annuncia il tema di fondo: riflettere sul nostro tempo, ragionare sulla presunta crisi dell’Occidente e dei suoi valori. È una rassegna che ci auguriamo possa diventare in breve tempo un appuntamento fisso per tutta Grosseto e non solo».

Il primo ospite di “Lettere da Occidente”


Marco Bertolini
(Parma, 1953) dopo l’Accademia militare di Modena è stato assegnato alle forze speciali, nel 9º battaglione d’assalto paracadutisti Col Moschin della brigata paracadutisti Folgore. Dopo aver conseguito il brevetto di incursore paracadutista, ricoprirà tutti gli incarichi di comando delle varie unità. È stato primo comandante del Comando interforze per le operazioni delle Forze speciali dal 2004 al 2008, quando ha assunto l’incarico di Capo di Stato maggiore del Comando Isaf in Afghanistan, primo ufficiale italiano a ricoprire questo ruolo. Ha comandato operazioni speciali in Libano (1982-1983), in Somalia (1992-1993), in Bosnia Erzegovina (1996-1997), nella Repubblica di Macedonia e in Afghanistan. È andato in congedo nel 2016

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