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Il figlio di un artigiano di Massa Marittima sfida Trump: Dario Amodei dice no all’AI militare senza limiti

Il cofondatore di Anthropic rifiuta di concedere al Pentagono l’uso illimitato del modello Claude per armi autonome e sorveglianza di massa. Il presidente Usa lo attacca, l’azienda finisce nella lista nera
Dario Amodei

GROSSETO. Ha origini maremmane l’uomo che ha scatenato l’ira del presidente degli Stati Uniti sull’impiego dell’intelligenza artificiale al servizio del Pentagono. Dario Amodei, 44 anni, è nato a San Francisco ed è figlio di Riccardo Amodei, un artigiano della lavorazione della pelle di Massa Marittima, e di Elena Engel, originaria di Chicago e manager che ha lavorato per librerie e biblioteche.

La nascita di Anthropic e il modello Claude

Amodei ha cofondato con la sorella Daniela la start up Anthropic che ha sviluppato il modello di intelligenza artificiale più efficace per gli usi professionali e militari. Si tratta dell’antagonista dell’intelligenza artificiale stile ChatGpt: uno strumento fondamentale a servizio dell’organizzazione bellica più potente del Pianeta.

Pochi giorni fa l’amministrazione Trump ha chiesto ad Amodei di concedere al Pentagono l’uso del suo modello di AI, Claude, «per qualsiasi uso legale», includendo tra le applicazioni la realizzazione di armi completamente autonome e prive di sorveglianza umana (capaci cioè di schiacciare da sole il grilletto) e sistemi di sorveglianza di massa sul territorio americano.

Ed è proprio a queste due forme di utilizzo che Amodei si è opposto categoricamente, rendendo pubblica la sua posizione e le sue ragioni sui social.

La formazione di Amodei

Dario Amodei ha studiato alla Caltech e poi a Stanford, ha un dottorato in biofisica e un post-doc in medicina Ha lavorato per un anno per la cinese Baidu, poi è passato a Google Brain.

Infine è approdato ad OpenAI dove è diventato vicepresidente per la ricerca. Lì ha guidato lo sviluppo di GPT-2 e GPT-3, precursori di ChatGPT.

L’intelligenza artificiale ha fruttato molto: Dario e la sorella Daniela hanno oggi un patrimonio che “Forbes” stima in 3,7 miliardi di dollari a testa, un patrimonio che li fa essere qualche gradino sotto il millesimo posto fra i più ricchi al mondo.

Il no alle richieste del Pentagono

«Non possiamo in coscienza accogliere la loro richiesta», ha scritto Amodei in risposta alle pressioni del segretario della difesa, Pete Hehgseth.

Senza i vincoli di utilizzo imposti dalla società, infatti, il programma è in grado di mettere insieme i dettagli della vita di una persona che presi singolarmente costituiscono un’informazione innocua, ma che raccolti in modo massivo possono creare un identikit. Un’operazione pericolosamente «automatica e su vasta scala» che secondo Amodei possono comportare «rischi seri e inediti per le nostre libertà fondamentali». «Riteniamo che, in una serie limitata di casi, l’Ai possa minare, anziché difendere, i valori democratici». 

Le accuse di Trump e la lista nera

Il rifiuto ha fatto infuriare sia Trump – che lo ha insultato sul suo social Trust chiamandolo “leftist nutjob”, letteralmente “sinistroide esaltato” – sia il Pentagono che ha chiesto di obbedire e allinearsi oppure subire la cancellazione dei contratti con tutte le agenzie federali. «Quei casi umani di sinistra hanno fatto un errore disastroso», ha scritto il presidente americano su Truth.

Amodei non ha accettato e Hegseth ha inserito l’azienda nella lista nera, vietando a tutti i contraenti militari di fare affari. 

La battaglia ideologica ha portato il Governo USA a vietare l’utilizzo delle tecnologie di Anthropic. Alla società di Amodei è adesso subentrata OpenAI che ha siglato con il Pentagono un accordo per l’utilizzo dei propri strumenti di intelligenza artificiale nei sistemi classificati militari.

Una sequenza preoccupante e velocissima di fatti che sembrano prospettare un futuro degno del più cupo romanzo distopico di Philip K. Dick.

 

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