MONTIERI. La notizia è ora ufficiale: il Festival delle Viole ha ottenuto il finanziamento del Ministero della Cultura che ha assegnato 45mila euro in tre anni alla manifestazione musicale che quest’anno è arrivata alla sua 15esima edizione.
Al fianco della Biennale di Venezia
La conferma dell’assegnazione è arrivata con il decreto ufficiale di assegnazione delle risorse da parte del Ministero della Cultura che aveva ammesso il “Festival delle Viole” tra quelli selezionati per ricevere un finanziamento derivante dal Fondo per lo Spettacolo dal Vivo per il triennio 2025-2027.
«Si tratta di un finanziamento arrivato a seguito della presentazione della domanda presentata dal direttore artistico e ideatore del Festival Alessandro Pierini attraverso l’associazione che sostiene l’organizzazione dell’intera attività, “Festival delle Viole, tutti i Paesi del mondo“», spiega il sindaco Nicola Verruzzi il cui orgoglio è decisamente autentico mentre ne dà notizia.
«Il Comune ha sostenuto il festival ed il suo direttore da sempre – spiega Verruzzi – anche quando nessuno ci credeva, anche quando un evento che noi sapevamo avrebbe potuto segnare positivamente questo territorio, veniva percepito da molti quasi come un corpo estraneo, un fastidio. Invece, provare a guardare lontano e a vedere ciò che magari molti non vogliono o ritengono di non dover vedere, credo che rappresenti il nostro lavoro e la missione di chi come Alessandro fa cultura. È una soddisfazione immensa, un premio al lavoro ed all’impegno nonché il raggiungimento di un altro straordinario traguardo per questo territorio. Vederci in graduatoria con eventi come la Biennale di Venezia o insieme ad orchestre di fama planetaria fa un certo effetto. Persone da tutto il mondo hanno visitato Gerfalco per il festival ed i più grandi violisti qui si sono esibiti. Abbiamo prodotto bellezza e cultura e lo abbiamo fatto con qualcosa che potesse sposarsi, idealmente ma anche concretamente, con i nostri luoghi, col nostro ambiente e con la nostra storia in un messaggio che collega passato e futuro».
La soddisfazione del direttore Pierini
«Viene premiata la visione che più va in profondità, oltre l’evento», sono le prime parole a caldo del direttore artistico Alessandro Pierini. «Cogliamo questa consacrazione definitiva, giunti alla quindicesima edizione, con l’affermazione nel panorama nazionale degli eventi musicali più importanti dopo il successo internazionale degli ultimi anni» spiega il Direttore. «L’aver immaginato qualcosa che coniasse questo comune e la frazione di Gerfalco con un messaggio di cultura, bellezza, armonia, simbiosi e rispetto della natura e della storia dei nostri paesi era qualcosa di inimmaginabile; nessuno quindici anni fa ci avrebbe scommesso una lira probabilmente nemmeno che riuscissimo ad arrivare ad oggi».

Alessandro Pierini al Centro visite di Gerfalco
Più iniziative grazie ai fondi ministeriali
Direttore, questo prestigioso riconoscimento è stato cercato, o la fama del Festival ha raggiunto da sola la Capitale?
«C’è un’associazione che sta dietro al Festival e che ha espletato una serie lunghissima di pratiche per trovarsi nella condizione di chiedere al Ministero della Cultura-dipartimento dello spettacolo di essere ammessi nell’elenco delle realtà italiane che si occupano di spettacoli dal vivo e della divulgazione della cultura in ogni sua forma ed è l’ “Associazione Festival delle Viole, tutti i Paesi del mondo“.
Che cosa implica ricevere un finanziamento ministeriale?
«Bè, come ho già detto un gran lavoro cartaceo e reperimento del materiale utile a dimostrare che cosa l’associazione fa per la divulgazione della musica. Da ora in poi, ogni anno dovrà essere redatto un bilancio sull’utilizzo dei fondi, delle attività che verranno svolte e trattandosi di soldi pubblici, il tutto dovrà essere al massimo della trasparenza e della precisione. Per fortuna mi hanno seguito in questo due professionisti che spero che continueranno a farlo almeno per tutta la durata del finanziamento, l’avvocato Alessandro Buoni e il dottore in economia Stefano Mucciarelli».
Crede che cambierà qualcosa delle sue peculiarità ora che l’interesse del Ministero guarderà anche alle Colline Metallifere e a Gerfalco?
«Ciò che il Festival era ed è diventato rimarrà invariato. Con più disponibilità economica saremo certo in grado di fare più cose, organizzare più appuntamenti e richiamare sul territorio l’interesse internazionale che merita. É questo lo scopo dei finanziamenti messi a disposizione dal Ministero. Rimarrà comunque una manifestazione “di nicchia”, ma l’internazionalità che lo ha contraddistinto, ne ha fatto e ne farà sempre una manifestazione di alto livello. A tal proposito vorrei ricordare che ci sono stati allievi provenienti dalla Francia, Svizzera, Germania Norvegia, Russia Colombia, Stati Uniti, Brasile, Olanda, Austria che hanno aperto una finestra internazionale sul comune di Montieri.Sicuramente aumenteranno il numero di iniziative anche in altri periodi dell’anno con lezioni teoriche di musica classica per le scuole e convegni sullo stesso tema per persone più grandi; questo potrebbe senz’altro richiamare piccoli flussi di turisti che possano provare un interesse per la musica, insieme a quello per il paesaggio naturalistico, per la storia e per tutte le bellezze di questo territorio. Un turismo slow, lontano dai flussi eccessivi ma più diciamo rivolto ad una rigenerazione personale».
Appuntamento il 24 agosto
Cosa si aspetta per la sera del 24 agosto, data d’inizio del Festival?
«Non ho idea, forse molta più gente richiamata anche da fuori dalla curiosità. Non lo so, sinceramente la mia attenzione è sempre stata rivolta principalmente agli iscritti e ai docenti che hanno creduto ed apprezzato fin da subito a questa idea un po’ bizzarra di portare il mondo in cima a una collina. Anzi a tal proposito mi piacerebbe mandare un saluto e un ringraziamento a coloro che in questi 15 anni hanno creduto con me a questo sogno e che sono Vittorio Ghielmi, capo dipartimento di musica antica del Mozarteum di Salisburgo; Alberto Rasi docente al conservatorio di Verona e direttore dell’Accademia Strumentale italiana; Guido Balestracci docente all’ “Haute école de musique” di Ginevra; Paolo Biordi ex direttore del conservatorio Cherubini di Firenze; Stefano Agostini ex direttore del conservatorio Mascagni di Livorno e il sindaco Nicola Verruzzi che non ha mai fatto mancare il suo appoggio.Grazie anche agli sponsor che, come hanno potuto, mi hanno sostenuto nelle spese di questi 15 anni e che sono la Regione Toscana, il Parco delle Colline Metallifere, la fondazione “Kurt Redel” di Monaco di Baviera, la Cassa di Risparmio di Firenze e Unicoop Tirreno».




