Il dissenso torna a farsi sentire: «Tutti in piazza contro il rigassificatore» | MaremmaOggi Skip to content

Il dissenso torna a farsi sentire: «Tutti in piazza contro il rigassificatore»

Sabato 11 aprile il corteo da piazza Gramsci a piazza Bovio. L’appello dei promotori: «Usciamo dall’invisibilità, portate tutto ciò che serve per fare rumore». Il Prc non va in piazza, ecco perché
Il rigassificatore nel porto di Piombino, nel riquadro la locandina dell'assemblea pubblica organizzata dai comitati
Il rigassificatore nel porto di Piombino, nel riquadro la locandina dell’assemblea pubblica organizzata dai comitati

PIOMBINO. La cittadinanza si prepara a tornare in strada per far sentire la propria voce contro la permanenza del rigassificatore nel porto, il transito di armi e il degrado ambientale. Il Comitato Salute Pubblica ha lanciato ufficialmente una nuova chiamata a raccolta, invitando cittadini, associazioni e forze politiche a una mobilitazione che si preannuncia diversa dalle precedenti: questa volta, l’ordine imperativo è «fare rumore».

Una lotta senza colori politici

Il messaggio è netto: la sicurezza del territorio è un bene comune che supera gli steccati ideologici.

«Non ci interessano le ideologie o le appartenenze elettorali»,  spiegano dal Comitato, sottolineando che il sostegno è ben accetto da chiunque si sia attivato concretamente in questi mesi, mettendo tempo e faccia nella battaglia per la liberazione del porto e la tutela dell’ecosistema locale. L’obiettivo è creare un’onda d’urto che dimostri la compattezza di una città che non si arrende al destino deciso lontano dai propri confini.

«Chiunque sia pronto a lottare per questo obiettivo comune è il benvenuto, senza distinzioni, perché la sicurezza del territorio non ha colore».

L’invito: «Portate tamburi e fischietti»

Per rompere quello che il Comitato definisce «il silenzio che incombe sulla città», l’organizzazione chiede ai partecipanti di non limitarsi a striscioni e cartelli. L’appello è quello di presentarsi muniti di fischietti, tamburi, campane e ogni altro strumento capace di produrre un suono potente.

«Il nostro obiettivo è semplice: far arrivare il suono della nostra protesta così forte da non poter essere ignorato da chi, lontano da qui, decide del nostro destino. È il momento di trasformare l’indignazione in un’azione collettiva, pacifica ma fragorosa».

Il percorso della protesta

L’appuntamento è fissato per sabato 11 aprile. Il ritrovo è previsto alle ore 16.00 in Piazza Gramsci. Da lì, il corteo si snoderà attraverso le vie del centro cittadino, effettuando alcune soste simboliche, per poi concludersi nella suggestiva cornice di Piazza Bovio, affacciata su quel mare che la città intende difendere a ogni costo.

«È il momento di dimostrare che Piombino non si piega» conclude il Comitato, invitando la cittadinanza a un’ultima, sonora prova di resistenza per restituire dignità a un territorio che chiede di tornare padrone del proprio futuro economico e ambientale.

Il no di Rifondazione: «Troppe contraddizioni»

Il circolo di Rifondazione Comunista di Piombino annuncia che non parteciperà alla manifestazione contro il rigassificatore in programma l’11 aprile, spiegando le proprie motivazioni in un lungo intervento politico.

Secondo il partito, le recenti dichiarazioni di alcuni comitati e le dimissioni dell’ex assessora Nigro avrebbero fatto emergere «contraddizioni e responsabilità politiche» nella gestione della vicenda Italis Lng. Rifondazione contesta in particolare la narrazione di un’amministrazione comunale guidata da Francesco Ferrari sempre contraria al rigassificatore, parlando invece di una linea che avrebbe «assecondato le decisioni del governo».

Nel mirino anche i rapporti tra comitati e amministrazione: per il Prc, i ringraziamenti rivolti al sindaco e all’ex assessora sarebbero «incomprensibili», alla luce del mancato stop al progetto e della permanenza della nave rigassificatrice.

Rifondazione rivendica di aver mantenuto una posizione coerente fin dall’inizio della vicenda, partecipando alle proteste e opponendosi alle scelte dei governi, da quello guidato da Mario Draghi fino all’attuale esecutivo di Giorgia Meloni.

Da qui la decisione di non aderire alla manifestazione: secondo il partito, la piazza rischierebbe di trasformarsi «in un palcoscenico per chi oggi prende le distanze dopo aver sostenuto scelte che hanno inciso sul futuro della città».

«Piombino merita verità e coerenza, non operazioni di facciata», conclude il circolo locale.

 

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