PITIGLIANO. Un nome inciso su una strada, ma soprattutto nella memoria collettiva. Il Comune di Pitigliano sceglie di ricordare il vicebrigadiere Antonio Santarelli, intitolandogli una via del paese: un gesto carico di significato, che trasforma il dolore in memoria e il sacrificio in responsabilità condivisa.
La cerimonia di inaugurazione si terrà sabato 17 gennaio alle 11, con ritrovo in piazza Nenni, alla presenza della giunta e del consiglio comunale, del vescovo monsignor Bernardino Giordano, e dei rappresentanti dell’Arma dei carabinieri.
Antonio Santarelli perse la vita a 44 anni nel 2012, a seguito della violenta aggressione subita il 25 aprile 2011, mentre stava svolgendo il proprio dovere insieme a un collega durante un servizio di controllo sul territorio di Sorano, dove era in corso un rave party. Fu preso a bastonate, usando il palo di una recinzione, da Matteo Gorelli, allora 19enne, poi condannato a vent’anni di reclusione in Cassazione, dopo l’ergastolo in primo grado.
Una tragedia che ha segnato profondamente non solo l’Arma dei carabinieri, ma l’intera comunità.
Gentili: «È un momento di ricordo e condivisione»
Un’attesa che rende il gesto ancora più simbolico: è la prima intitolazione di una nuova strada a Pitigliano negli ultimi dieci anni, un atto che va oltre la toponomastica e diventa un segno di valore civile, di rispetto e di gratitudine verso chi ha perso la vita servendo lo Stato. Il vicebrigadiere aveva ricevuto anche una medaglia d’oro al valor civile il 5 giugno 2012 alla festa dell’Arma dei carabinieri.
«L’idea di intitolare una via ad Antonio Santarelli nasce da lontano – spiega il sindaco di Pitigliano, Giovanni Gentili – ed è frutto di una mozione consiliare approvata all’unanimità, segno di una volontà condivisa e bipartisan. Per anni non ci sono state nuove strade da denominare e abbiamo scelto di attendere il momento giusto, individuando un luogo adeguato e significativo per ricordarlo degnamente».
«Invitiamo tutta la cittadinanza – conclude il sindaco – a partecipare a questo momento di ricordo e condivisione, perché la memoria è un bene che appartiene a tutti».



