I titolari dell'Uva e il malto bloccati in Thailandia | MaremmaOggi Skip to content

I titolari dell’Uva e il malto bloccati in Thailandia

Moreno Cardone e Samantha Raspollini dovevano rientrare il 4 marzo: aeroporti congestionati, riapertura del ristorante a rischio e figlio lontano da scuola
Fernando con la mamma Samantha Raspollini e il babbo Moreno Cardone

GROSSETO. Una vacanza lontano da Grosseto, dal tempo uggioso di fine inverno, per festeggiare i cinquant’anni di Samantha, prenotata ben prima che cominciassero a soffiare i venti di guerra. E ben lontano dal Golfo. 

Una settimana di mare, sole e caldo da trascorrere in famiglia in una delle mete più amate dagli italiani, la Thailandia. Un sogno che si sta piano piano trasformando in un incubo per Moreno Cardone e Samantha Raspollini, titolari del ristorante L’Uva e il malto che dovevano rientrare a Grosseto mercoledì 4 marzo insieme al figlio Fernando.

Il loro volo, però, è stato cancellato
La famiglia è bloccata in Thailandia, in una situazione di forte incertezza: sospesa tra voli cancellati, aeroporti congestionati e informazioni frammentarie.

Il volo cancellato e l’attesa senza certezze

La “doccia fredda” è arrivata mentre Samantha, Moreno e Fernando si trovavano ancora in Oriente. Da domenica 1 marzo le telefonate e i messaggi con l’agenzia di viaggio sono continui.

«Non si sa nulla, l’agenzia ha detto che stanno lavorando anche per noi e che cercano di trovare qualche volo, qualsiasi soluzione, anche se ci si dovessero mettere 24 ore per rientrare. Ma per ora bisogna aspettare», racconta Samantha.

La situazione negli aeroporti internazionali è complicata. «C’è caos ovunque. Gli aeroporti sono congestionati, anche a Bangkok. La zona dei voli in partenza per Doha, dove anche noi dovevamo fare scalo, è completamente sigillata, chiusa – spiega Samantha – Non c’è nessuno che possa darti una risposta».

Un’attesa fatta di ricerca di connessioni Wi-Fi, aggiornamenti continui e poche certezze: «Vivi la giornata aspettando notizie, colleghi tutte le Wi-Fi possibili e immaginabili. Non sai da dove ti fanno partire, non sai se ti fanno partire, non sai quando».

Riapertura a rischio per L’Uva e il Malto

Il rientro non è solo una questione di viaggio. A Grosseto li aspetta il lavoro. Il ristorante Uva e il Malto non potrà riaprire nei tempi previsti e l’organizzazione dell’attività resta sospesa.

«È vero, era il mio compleanno, è stato un bel regalo e ringrazio tutti. Ma ora è il momento di rientrare. C’è bisogno di lavorare, abbiamo voglia di ripartire», spiega Samantha.

Anche il figlio Fernando non potrà rientrare a scuola nei tempi stabiliti, aggiungendo ulteriore preoccupazione a una situazione già delicata.

«Siamo in un paradiso, ma la preoccupazione è tanta»

La famiglia cerca di mantenere lucidità, ma l’ansia è evidente. «Da lontano forse qualcuno pensa che siamo rimasti in paradiso – dice – Ed è vero, siamo bloccati in un paradiso. Ma la situazione non è bellissima e naturalmente, da quando abbiamo saputo quello che sta succedendo e che il nostro volo di rientro era stato cancellato, non riusciamo nemmeno a goderci questi ultimi giorni di vacanza». «Pensiamo al ristorante, ai nostri clienti», le fa eco Moreno Cardone. 

La distanza da casa, l’incertezza sui voli e le notizie internazionali contribuiscono ad aumentare la tensione. «Anche volare ora è una preoccupazione – dice Samantha – Qui si sentono notizie di bombardamenti, la tensione si percepisce».

Nel frattempo, la famiglia continua ad attendere una soluzione che permetta il rientro a Grosseto il prima possibile. L’obiettivo è uno solo: tornare a casa, riaprire il ristorante e riprendere la normalità.

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