GROSSETO. La guerra in Iran entra direttamente nei campi della Maremma e presenta un conto pesantissimo: 35 milioni di euro di costi in più per circa 9mila aziende agricole della provincia di Grosseto.
Non si tratta di effetti indiretti o lontani: a colpire duramente il settore sono i rincari di fertilizzanti, gasolio, plastiche e altri fattori produttivi, diventati ormai insostenibili. Gli aumenti arrivano fino a 200 euro ad ettaro e riguardano tutti i comparti agricoli.
A lanciare l’allarme è Coldiretti Grosseto, durante la grande assemblea nazionale che si è svolta a Firenze, al Pala BigMat, con la partecipazione di 4 mila agricoltori, tra cui centinaia provenienti dalla Maremma.
I settori più colpiti: cereali, latte, olio e frutta
L’impatto della crisi internazionale colpisce in modo trasversale tutta l’agricoltura, ma alcuni settori risultano particolarmente penalizzati:
- Olio d’oliva: +205 euro per ettaro di uliveto
- Cereali: aumenti tra 65 e 80 euro per ettaro, fino a 200 euro per il mais
- Latte: +40 euro per tonnellata prodotta
- Suinicolo: +25 euro per capo allevato
- Frutta: +35 euro a tonnellata
A questi si aggiunge il forte aumento dei fertilizzanti: l’urea ha raggiunto gli 815 euro a tonnellata (+40%), mentre il nitrato ammonico ha toccato i 500 euro (+21%).
Esplosi anche i prezzi del gasolio agricolo, passato da circa 0,85 euro al litro a 1,38 euro.
Castelli: «Serve un’Europa più indipendente»
«Questa nuova tempesta si abbatte sulle campagne proprio mentre le attività agricole entrano nel vivo» spiega Simone Castelli, presidente di Coldiretti Grosseto.
«Un’Europa sovrana dal punto di vista alimentare ed energetico sarebbe stata più forte. Oggi la priorità è difendere il reddito degli agricoltori e garantire cibo sano e sicurezza alimentare».
Credito d’imposta sul gasolio: la risposta del Governo
Durante l’assemblea di Firenze era presente anche il ministro dell’agricoltura, Francesco Lollobrigida, che ha annunciato una misura attesa dal settore: il credito d’imposta sul gasolio agricolo.
Una misura richiesta da Coldiretti per compensare almeno in parte il balzo dei costi energetici legati al conflitto.
«Le aziende non hanno la capacità economica di assorbire questi aumenti – sottolinea Castelli – Servono interventi urgenti per evitare che la crisi travolga il comparto».
Export e trasporti: effetti a catena sui prezzi
Oltre ai costi diretti, la guerra sta provocando effetti anche su altri fronti:
- difficoltà nelle esportazioni verso i Paesi del Golfo
- aumento dei costi di trasporto, considerando che l’88% dei prodotti viaggia su gomma
- rischio di aumento dei prezzi al consumo
Coldiretti ha inoltre presentato una denuncia a Procura e Guardia di finanza contro possibili speculazioni sui prezzi.
Agricoltura sotto pressione: servono interventi urgenti
Il quadro che emerge è quello di un settore sotto forte pressione, già provato da crisi precedenti e ora alle prese con una nuova emergenza internazionale.
Fondamentale, in questo contesto, anche il recupero di circa 500 milioni di euro della politica agricola comune per la Toscana, che il Governo è riuscito a salvare dai tagli europei.
Ma per Coldiretti non basta: servono misure immediate e strutturali per sostenere le imprese agricole e garantire la continuità produttiva.



