Guerra in Iran, Confartigianato Grosseto lancia l’allarme: «Rischi concreti per micro e piccole imprese» | MaremmaOggi Skip to content

Guerra in Iran, Confartigianato Grosseto lancia l’allarme: «Rischi concreti per micro e piccole imprese»

Il direttore di Confartigianato Grosseto Mauro Ciani richiama l’attenzione sui possibili effetti del conflitto: aumentano i timori per energia, carburanti e mercati internazionali
Mauro Ciani

GROSSETO. La guerra in Iran e il crescente clima di tensione internazionale rischiano di produrre effetti concreti anche sull’economia locale, colpendo in particolare il sistema delle micro e piccole imprese. A richiamare l’attenzione è Confartigianato Imprese Grosseto, che attraverso il direttore Mauro Ciani evidenzia i possibili contraccolpi su energia, carburanti ed esportazioni.

«Le imprese sono esposte ai rincari energetici»

«Le tensioni geopolitiche rischiano di avere effetti immediati anche sulle nostre imprese, soprattutto sul fronte dei costi energetici e dei carburanti» spiega Ciani. Secondo il direttore di Confartigianato Grosseto, il tema è particolarmente delicato perché le imprese italiane partono già da una situazione di svantaggio competitivo.

«Le nostre imprese pagano l’energia elettrica con un sovrapprezzo di circa 5,4 milioni di euro in più rispetto alla media europea. Le micro e piccole imprese sono particolarmente esposte perché hanno margini più ridotti e meno strumenti per assorbire improvvisi aumenti dei costi».

Export sotto osservazione

Accanto al nodo energia c’è quello delle esportazioni. I dati diffusi da Confartigianato mostrano come il Medio Oriente rappresenti un mercato strategico per il sistema produttivo italiano. Nel 2025 le esportazioni manifatturiere italiane verso i Paesi dell’area hanno raggiunto 27,8 miliardi di euro, con una crescita del 7,9% rispetto all’anno precedente.

Una quota rilevante riguarda proprio le produzioni tipiche delle micro e piccole imprese: alimentare, moda, legno-arredo, metalli, gioielleria e occhialeria, per un valore superiore a 8,6 miliardi di euro. «In un quadro internazionale così instabile – osserva Ciani – anche la volatilità dei mercati può incidere rapidamente sulla capacità delle imprese di mantenere relazioni commerciali e competitività».

Carburanti e trasporti tra i settori più vulnerabili

Uno degli effetti più immediati potrebbe arrivare dal prezzo dei carburanti. Nel comparto dell’autotrasporto il gasolio rappresenta mediamente tra il 25% e il 35% dei costi operativi, rendendo il settore molto sensibile anche a variazioni limitate del prezzo alla pompa. «È fondamentale che le istituzioni nazionali ed europee monitorino con grande attenzione l’evoluzione della situazione internazionale e siano pronte a intervenire per evitare fenomeni speculativi sui prezzi dell’energia e dei carburanti» dice ancora Ciani.

«Serve una strategia chiara»

Confartigianato sottolinea come negli ultimi anni le imprese artigiane abbiano dimostrato capacità di adattamento, continuando a presidiare i mercati internazionali con prodotti di qualità. Ma il contesto globale richiede misure di sostegno più forti.

«Le imprese stanno già affrontando una fase complessa e non possono essere lasciate sole di fronte a nuovi shock energetici. Difendere il sistema delle micro e piccole imprese significa difendere una parte essenziale dell’economia del Paese, fatta di lavoro, competenze e territorio. In momenti di forte instabilità internazionale serve una strategia chiara per proteggere il nostro sistema produttivo» conclude Ciani.

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