GROSSETO. Il mercato immobiliare residenziale in Toscana ha registrato nel primo semestre 2025 un aumento delle compravendite del +12,4%, che posiziona la regione al settimo posto in Italia.
Secondo l’analisi di Abitare Co., Grosseto con 97 compravendite (ogni 10mila residenti) è fra le migliori in Toscana. nLa Regione Toscana passa al quinto posto con 81 compravendite ogni 10mila residenti maggiorenni, dopo Emilia-Romagna (87), Lombardia (93), Piemonte (94) e Valle d’Aosta (118).
Le compravendite in ogni provincia
In Toscana Firenze si conferma la città con il più alto numero di compravendite nei primi sei mesi dell’anno, ma rispetto agli abitanti la classifica cambia radicalmente: Pisa, 99 compravendite ogni 10mila residenti maggiorenni, e Grosseto (97) che si posizionano tra le città più vivaci. Seguono Livorno (86), Pistoia (77), Firenze (75), Lucca (74), Siena (72), Massa Carrara e Arezzo (70) e Prato (69).

Il confronto tra i capoluoghi a livello nazionale
Se si guardano i numeri assoluti, le grandi città metropolitane guidano la classifica, con Roma, Milano e Torino sul podio. Ma rispetto agli abitanti maggiorenni i centri urbani medio-piccoli mostrano un mercato più attivo. Nei primi sei mesi dell’anno nelle prime dieci posizioni troviamo al primo posto Biella, con 121 compravendite ogni 10.000 residenti maggiorenni, seguita da Ravenna (110), Torino (107), Lodi e Sondrio (105), Mantova (104), Pavia e Milano (103), Piacenza (102) e infine Vercelli e Treviso (100). In fondo alla classifica si posizionano Pesaro con 20 transazioni ogni 10.000 residenti maggiorenni, Reggio Calabria con 42 e Potenza con 44.

«Per capire quanto si muove davvero il mercato immobiliare, non è sufficiente analizzare il numero delle case vendute, ma è necessario osservare il dato in rapporto a chi, potenzialmente, potrebbe comprarle – ha dichiarato Giuseppe Crupi, amministratore delegato di Abitare Co. – Mettendo a confronto il numero di compravendite con la popolazione maggiorenne di ciascun comune, si ottiene un indicatore che misura la “vivacità” del mercato locale. Spesso i centri medio-piccoli sono più dinamici rispetto alle grandi città grazie alla maggiore accessibilità dei prezzi e a un’offerta abitativa più ampia in rapporto alla domanda. Nel complesso il quadro evidenzia un’Italia immobiliare a due velocità».



