GROSSETO. Il raddoppio della superstrada Grosseto–Siena (SS223 E78) entra nella fase decisiva.
Secondo i cronoprogrammi Anas, entro il 2026 saranno completate tutte le opere tra Grosseto e Siena, rendendo possibile percorrere l’intero tratto a quattro corsie continue in poco più di mezz’ora.
Si tratta di un salto di qualità storico per la mobilità della Maremma, ma il quadro cambia radicalmente se ci si sposta oltre Siena, verso Arezzo, l’Appennino e Fano, dove i lavori risultano molto più indietro e con nodi strutturali ancora irrisolti.
Lotto 4, Lotto 9 e galleria di Pari: il raddoppio entra nel vivo
Lotto 4 – Paganico–Civitella (Lampugnano)
Il lotto 4, lungo circa 2,8 chilometri, è uno dei cantieri più avanzati del raddoppio. Comprende otto viadotti e due gallerie ed è il tratto che collega l’area di Paganico con Civitella Marittima.
Lo scavo della galleria Poggio Tondo è già completato e sono in corso le principali opere strutturali sui viadotti e sui rilevati, soprattutto in direzione Siena. Il lotto è ormai entrato nella fase esecutiva “pesante” ed è pienamente inserito nel programma di completamento entro il 2026.
Lotto 9 – Iesa–San Rocco a Pilli
Il lotto 9, quasi 12 chilometri, è il più lungo e complesso tra quelli in costruzione. Collega l’area di Iesa con San Rocco a Pilli e prevede numerosi svincoli, cavalcavia, sottopassi e opere idrauliche.
I rilevati sono ormai realizzati per lunghi tratti, sono in corso le opere di sostegno e risultano già completati alcuni cavalcavia. È uno dei cantieri che segna il vero avanzamento del raddoppio verso Siena e, anche in questo caso, la conclusione è prevista entro il 2026.
Galleria di Pari
La galleria di Casal di Pari rappresenta il punto più delicato dell’intero intervento. Qui non si tratta di una nuova opera, ma dell’adeguamento della vecchia galleria per portarla a quattro corsie, mentre il traffico scorre sulla canna nuova già realizzata.
Sono in corso le demolizioni e la ricostruzione del rivestimento interno, insieme alla realizzazione dei nuovi impianti tecnologici e di sicurezza. È il cantiere che ha accumulato i maggiori ritardi tecnici, ma resta comunque inserito nel quadro di completamento generale entro il 2026.
Il nodo irrisolto verso Fano: il “collo di bottiglia” di Siena
Se tra Grosseto e Siena il raddoppio è ormai una certezza, verso Fano la situazione è opposta.
Lotto 0 – Cerchiaia–Ruffolo
Il vero problema è rappresentato dal cosiddetto lotto 0 Siena–Ruffolo, un tratto di circa 4,5 chilometri che oggi è ancora a una corsia per senso di marcia e che costituisce il collo di bottiglia tra la Grosseto–Siena già a quattro corsie e la Siena–Bettolle (SS715), anch’essa già a quattro corsie.
Qui il progetto definitivo è stato approvato, sono partiti gli iter espropriativi, ma non esiste ancora un cantiere operativo.
Senza questo intervento, la continuità a quattro corsie verso nord resta spezzata proprio all’uscita di Siena.
Arezzo e Appennino: cantieri ancora sulla carta
Procedendo verso Arezzo e l’Appennino, la situazione è ancora più arretrata: tra San Zeno, Arezzo e Palazzo del Pero prevalgono fasi di progettazione e autorizzazioni, nel tratto Le Ville–Selci Lama e nei collegamenti con la E45 gli interventi sono ancora in gran parte sulla carta e verso l’Umbria e le Marche si registrano solo interventi puntuali, senza un cantiere organico continuo.
In sostanza, mentre a sud il raddoppio è in piena realizzazione, a nord di Siena la E78 è ancora un mosaico di progetti, autorizzazioni e lotti non finanziati o non avviati.
Il problema della galleria della Guinza
Il tappo principale da sbloccare è la galleria della Guinza, tunnel stradale di quasi 6 km realizzato allo stato grezzo già negli anni 2000 ma mai aperto al traffico fino ad oggi. L’opera è parte integrante dell’itinerario E78 “Fano–Grosseto”.
Si trova tra Mercatello sul Metauro (PU) e Parnacciano (PG), attraversando gli Appennini nell’area della Bocca Trabaria. La sua costruzione iniziò nei primi anni ’90 e lo scavo della canna principale fu concluso nei primi anni 2000, ma non fu mai aperta per carenza di finanziamenti e perché mancavano le opere collegate di viabilità.
Per anni è rimasta la cosiddetta “incompiuta dei due mari”, un simbolo di opere strategiche bloccate in Italia.
A partire dal 2024 i cantieri sono ripartiti dopo decenni di stasi, con un programma di lavori che riguarda l’adeguamento della galleria: consolidamento strutturale, impianti di sicurezza, illuminazione e ventilazione, necessari per l’apertura stradale; gli interventi sul tracciato esterno: sistemazione dei collegamenti viari alle estremità della galleria (tratto verso Mercatello sul Metauro e verso San Giustino) e i lavori di consolidamento dei muri di sostegno e demolizioni/adeguamenti sono in corso sia sul versante marchigiano sia su quello umbro.
Il progetto complessivo della Guinza è suddiviso in più lotti (Lotto 2 – adeguamento della galleria, e Lotto 3 – tratti di collegamento), affidati a imprese tramite gara d’appalto.
Secondo gli attuali cronoprogrammi dei lavori l’apertura della prima canna alla circolazione è prevista intorno al 2026–2027, presumibilmente con traffico in sola direzione o con sistemi alternati all’interno della singola canna in attesa della realizzazione della seconda. In prospettiva futura è prevista anche la seconda canna per garantire piena circolazione bidirezionale sicura, ma questa fase è ancora in fase di progettazione o di iter autorizzativo.
Due velocità per la stessa strada
La Grosseto–Siena viaggia a due velocità.
Entro il 2026 la Maremma potrà contare su una superstrada moderna, sicura e veloce, ma la direttrice verso Fano rischia di restare spezzata proprio nel nodo di Siena, con un collo di bottiglia che vanifica in parte il grande investimento fatto più a sud.
Una frattura infrastrutturale che continua a pesare sul collegamento tra Tirreno e Adriatico e che, senza un’accelerazione decisa sui lotti a nord di Siena, rischia di trasformare la nuova Grosseto–Siena in una superstrada “monca”.



