Grosseto rende omaggio a Scapecchi: il campione che ha cresciuto una città | MaremmaOggi Skip to content

Grosseto rende omaggio a Scapecchi: il campione che ha cresciuto una città

Dalle vittorie sul ring alla cura dei ragazzi. Il consiglio comunale ha conferito la civica benemerenza al pugile simbolo dello sport grossetano
Alessandro Scapecchi

GROSSETO. Un riconoscimento per ricordare non solo un grande atleta, ma anche un uomo che ha lasciato un segno profondo nella città. Questa mattina, in consiglio comunale, è stata conferita la civica benemerenza alla memoria di Alessandro Scapecchi, storico volto del pugilato grossetano venuto a mancare lo scorso novembre.

Nato nel 1958, Scapecchi è stato protagonista sul ring a livello nazionale e internazionale, conquistando il titolo di campione italiano nei pesi leggeri e superleggeri e affrontando avversari di alto livello in tutta Italia e in Europa. Ma è dopo aver appeso i guantoni al chiodo che il suo legame con lo sport si è fatto ancora più forte: per oltre trent’anni ha allenato giovani pugili, diventando un punto di riferimento per intere generazioni.

«Un esempio per la comunità sportiva»

Alla cerimonia erano presenti la moglie, la figlia e i familiari, in un momento reso ancora più intenso dalla proiezione di un video dedicato alla sua carriera.

«Con questo riconoscimento vogliamo ricordare una persona che ha rappresentato Grosseto con serietà e passione – ha detto il sindaco di Grosseto – ma soprattutto un uomo che ha dedicato gran parte della sua vita ai giovani, trasmettendo i valori più autentici dello sport».

Un ricordo personale è arrivato anche dal presidente del consiglio comunale Fausto Turbanti, legato a Scapecchi da un rapporto di lunga data.

«Non era solo un grande atleta, ma una persona vera – ha detto Turbanti – Con la sua famiglia ho condiviso tanto: sono quelle esperienze semplici che poi ti restano dentro. Ha insegnato molto, dentro e fuori dal ring».

Nella motivazione della benemerenza si sottolinea proprio questo: il contributo dato al pugilato e, soprattutto, il lavoro con i giovani, portato avanti con passione e dedizione, diventando un esempio per la comunità sportiva grossetana.

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