GROSSETO. Una situazione definita «ormai insostenibile» da molte famiglie. Questa mattina, lunedì 16, 16 genitori su 22 hanno scelto di non mandare i figli a scuola in una classe prima di una scuola secondaria di primo grado di Grosseto.
La decisione, spiegano i genitori, è legata alla presenza in classe di un compagno con gravi difficoltà comportamentali che, secondo le famiglie, avrebbe messo a rischio la serenità e la sicurezza degli altri alunni.
Per tutelare i minori coinvolti non indichiamo né il nome dell’istituto né altri elementi identificativi.
«Clima di paura»: la protesta delle famiglie
Secondo quanto riferito da alcuni genitori, dall’inizio dell’anno scolastico si sarebbero verificati episodi ripetuti di aggressività fisica e verbale all’interno della classe.
Le famiglie parlano di offese e minacce rivolte ai compagni e agli insegnanti, comportamenti violenti, oggetti lanciati in aula, un episodio che ha portato un alunno al pronto soccorso con alcuni giorni di prognosi.
Una delle madri racconta di «un clima di forte disagio», mentre la rappresentante di classe parla di «lezioni spesso interrotte e difficoltà nella gestione quotidiana». Un’insegnante in un’occasione ha lasciato la classe, perché non sosteneva più la tensione.
Le testimonianze sono state formalizzate in una pec inviata alla dirigente scolastica tramite un’avvocata, firmata da gran parte dei genitori della classe, nella quale si chiede l’adozione di misure urgenti per garantire il regolare svolgimento delle lezioni e la tutela degli studenti.
Il nodo della gestione e del sostegno
Il bambino al centro della vicenda sarebbe seguito da due insegnanti di sostegno, ma – secondo quanto riferiscono i genitori – non per l’intero orario scolastico.
Le famiglie sottolineano di essere consapevoli della delicatezza della situazione e delle eventuali fragilità del minore, ma chiedono che vengano adottate soluzioni concrete per evitare ulteriori episodi.
«Non è giusto che i nostri figli abbiano paura di andare a scuola», spiegano alcune mamme. «Serve un intervento che tuteli tutti».
La sospensione e la denuncia
Tra gli episodi segnalati c’è anche un’aggressione avvenuta nelle scorse settimane durante l’orario scolastico, per la quale una famiglia ha sporto denuncia.
In seguito all’episodio, secondo quanto riferito dai genitori, è stato adottato un provvedimento disciplinare con sospensione e con obbligo di frequenza.
Tuttavia, le famiglie ritengono che le misure adottate finora non siano sufficienti a ristabilire un clima sereno.
La richiesta: «Garantire sicurezza e continuità didattica»
Nella pec inviata alla scuola si chiede alla dirigente di valutare «ogni misura organizzativa e di controllo necessaria a evitare fonti di rischio per gli alunni» e di garantire «il normale e sereno svolgimento dell’attività scolastica».
L’astensione di oggi, lunedì 16, rappresenta un gesto forte, ma i genitori precisano che non si tratta di un attacco personale al minore o alla sua famiglia, bensì di una richiesta di intervento istituzionale. Perché il bambino con problemi sia seguito in modo adeguato e gli altri possano avere una frequenza scolastica normale.
La vicenda apre un tema delicato: come conciliare inclusione, diritto allo studio e tutela della sicurezza collettiva all’interno di una classe.
Una situazione complessa
Quella che si sta vivendo in questa scuola grossetana è una situazione che richiede attenzione, equilibrio e risposte tempestive.
Da un lato la necessità di sostenere un minore con evidenti difficoltà ; dall’altro il diritto degli altri studenti a frequentare la scuola in un ambiente sicuro e sereno.
Le famiglie attendono ora segnali concreti da parte della dirigenza scolastica e delle istituzioni competenti.



