Grosseto al centro diffida il Comune sugli abbattimenti: «Sospendete il taglio dei 215 alberi» | MaremmaOggi Skip to content

Grosseto al centro diffida il Comune sugli abbattimenti: «Sospendete il taglio dei 215 alberi»

Grosseto al centro invia un atto di significazione e diffida al Comune sul piano dei 215 alberi: stop agli abbattimenti, tavolo tecnico e riesame. Tagli già in corso anche in aree scolastiche
Via Vetulonia, accanto allo stadio: qui sono previsti abbattimenti di 27 olmi, quindi quasi tutti. Una strada che cambierà volto
Via Vetulonia, accanto allo stadio, qui tutti gli alberi saranno abbattuti

GROSSETO. Una diffida formale al Comune per chiedere di sospendere gli abbattimenti  e rivedere il piano dei 215 alberi già approvato dalla giunta con la delibera 343/2025. A inviarla è Grosseto al centro, che parla di decisioni “a rischio irreversibile” e di un’istruttoria da rifare, anche alla luce di controperizie e di alternative al taglio che – secondo l’associazione – non sarebbero state valutate.

Gli abbattimenti, peraltro, sono già in corso anche nei giardini di alcune scuole: un’accelerazione che, per Grosseto al centro, rende urgente un passo indietro e un confronto pubblico prima che il patrimonio arboreo venga compromesso.

Cosa è stato inviato e a chi

L’associazione ha trasmesso un Atto di significazione e diffida datato 29 dicembre 2025, indirizzato a sindaco, assessore ai lavori pubblici, dirigente del settore e Rup del procedimento. L’atto è stato inviato anche al responsabile anticorruzione e trasparenza del Comune e all’Anac, chiedendo verifiche su eventuali profili critici su trasparenza, correttezza dell’azione amministrativa e affidamenti.

Il Comune, scrive Grosseto al centro, ha 10 giorni per fornire un riscontro scritto e motivato.

Le criticità: «Poche indagini strumentali, troppe valutazioni solo visive»

Nel documento vengono elencate diverse contestazioni sul percorso tecnico che ha portato a classificare gli alberi in “classe D” e quindi a programmarne l’abbattimento. In particolare, secondo l’associazione: solo una parte minima delle alberature avrebbe avuto indagini strumentali (tomografie, prove soniche), mentre la maggioranza sarebbe stata valutata con analisi visiva, molte schede sarebbero incomplete (foto mancanti, dati poco dettagliati, difetti non spiegati in modo comprensibile) e non risulterebbe una valutazione sistematica delle alternative all’abbattimento: potature, consolidamenti, interventi arboricolturali mirati.

Grosseto al centro richiama anche la discrepanza tra due filoni di valutazioni tecniche: da una parte una campagna con pochi abbattimenti suggeriti, dall’altra una con numeri molto più alti, elemento che – secondo l’associazione – dimostrerebbe un forte margine di discrezionalità e il rischio di tagli non necessari.

Le controperizie e i casi citati: piazza Ponchielli, via Vetulonia, piazza Donatello

Nell’atto si citano relazioni e pareri tecnici indipendenti presentati al Comune, con particolare riferimento ad aree e vie come: piazza Ponchielli, via Vetulonia, piazza Donatello, giardino di via Podgora e scuola Galileo Galilei.

Secondo Grosseto al centro, alcune controperizie avrebbero evidenziato errori materiali e valutazioni non coerenti, sostenendo che per diversi alberi sarebbero sufficienti interventi manutentivi senza arrivare al taglio.

Appalti e trasparenza: «Un solo operatore invitato e contraddizioni negli atti»

Un capitolo dell’atto riguarda l’affidamento dei lavori. L’associazione sostiene che nella determinazione dirigenziale con cui sarebbe stato affidato il taglio emergerebbero criticità, tra cui: una fase di preventivi non chiarissima, con passaggi che l’associazione definisce contraddittori e un elemento ritenuto particolarmente delicato: la dicitura secondo cui gli operatori ai quali è stato richiesto il preventivo sarebbero solo 1.

Il documento chiede verifiche e maggiore tracciabilità dell’istruttoria, sottolineando che una scelta del contraente per lavori delicati in ambito urbano dovrebbe essere motivata in modo puntuale e verificabile.

Il nodo “piano del verde” e il rischio Iso 31000

Grosseto al centro ribadisce che la città sarebbe ancora priva di un piano del verde urbano e chiede che venga avviata una pianificazione strutturata, insieme a un piano di gestione del rischio arboreo basato su Iso 31000, per evitare interventi “emergenziali” e non programmati.

Il confronto sui rischi: alberi che cadono e ondate di calore

Nel testo vengono messi a confronto i rischi legati alla caduta di alberi con quelli, molto più ampi, legati alle ondate di calore. L’associazione riporta dati e letteratura scientifica per sostenere che la perdita di alberi maturi in città può incidere su ombreggiamento, mitigazione dell’isola di calore, qualità dell’aria e quindi sulla salute pubblica.

Nel comunicato stampa, il portavoce Matteo Della Negra afferma: «A fronte di un numero molto limitato di decessi riconducibili alla caduta di alberi, le ondate di calore causano in Italia ogni anno migliaia di morti». E aggiunge: «Senza negare l’importanza della sicurezza, riteniamo che le politiche pubbliche debbano basarsi su una valutazione proporzionata e complessiva dei rischi».

La richiesta: stop immediato, tavolo tecnico e riesame albero per albero

La diffida chiede al Comune, in sintesi di sospendere immediatamente gli abbattimenti in autotutela, di rivalutare tutte le 215 classificazioni in “classe D” considerando anche le perizie indipendenti, di convocare un tavolo tecnico con associazioni, comitati, tecnici e professionisti qualificati e di avviare un piano del verde e un piano di gestione del rischio.

C’è poi un passaggio su possibili profili storico-culturali per viali e spazi urbani con oltre 70 anni e sulla necessità di eventuali verifiche e autorizzazioni: un punto che l’associazione chiede di chiarire prima di procedere con interventi irreversibili.

Cosa succede ora

Adesso la palla passa al Comune: entro dieci giorni dovrà arrivare una risposta formale. Intanto, sullo sfondo resta la tensione cittadina: da una parte la sicurezza, dall’altra la tutela di un patrimonio arboreo che, una volta tagliato, non si ricostruisce in pochi anni.

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