Grasso contro il taglio di 215 alberi: «A rischio la salute di tutti» | MaremmaOggi Skip to content

Grasso contro il taglio di 215 alberi: «A rischio la salute di tutti»

Cresce la preoccupazione per i tagli previsti alle alberature cittadine. Per Elena Grasso, consulente ambientale e ornitologa, «senza alberi, temperature insostenibili e inquinamento porteranno gravi conseguenze per la cittadinanza». Il suo timore è che si stia procedendo con una logica di semplificazione e risparmio
Quel che resta di alcuni pini tagliati al parco fra via Platino e via Argento, di fianco a viale Uranio
Un pino tagliato in via Platino

GROSSETO. I tagli pianificati del verde urbano a Grosseto stanno sollevando forti preoccupazioni tra i cittadini. Le decisioni in merito alla rimozione di centinaia di piante, rischiano infatti di accentuare il fenomeno delle isole di calore urbano «con pesanti ricadute soprattutto sulla salute di bambini, anziani e soggetti fragili» a dirlo è Elena Grasso, consulente ambientale e ornitologa.

Elena Grasso

È infatti convocata per lunedì prossimo, 22 settembre, alle 9 la commissione consiliare richiesta da Grosseto Città Aperta per discutere pubblicamente il piano della giunta comunale che prevede l’abbattimento di 215 alberi entro la fine del 2025.

Le isole di calore

Le temperature in città diventano insostenibili In estate, l’asfalto esposto per ore al sole può raggiungere temperature elevatissime, contribuendo ad un innalzamento generale delle temperature cittadine. Questo effetto, noto come “isola di calore”, è aggravato dalla carenza di vegetazione, che normalmente contribuisce ad abbassare la temperatura attraverso l’ombra creata dalla proiezione della chioma, e l’evapotraspirazione, con benefici che si estendono anche oltre le zone verdi.ù

Secondo Grassi, le passate estati hanno già mostrato segnali preoccupanti: in città si sono verificati sovraccarichi della rete elettrica dovuti all’uso massiccio dei condizionatori, aumento degli accessi al pronto soccorso e casi di malori legati al caldo estremo, soprattutto tra la popolazione anziana. In particolare sono in pericolo gli anziani che vivono da soli e i residenti delle RSA.

Le conseguenze del calore

Inoltre il calore non ha come conseguenza solo mortalità, ma ha effetti anche sulla qualità della vita aggravando patologie già presenti: cardiovascolari e respiratorie. «Il verde urbano – spiega Elena Grasso – non è un semplice ornamento, ma una vera barriera protettiva contro gli effetti del cambiamento climatico. Diversi studi provano che l’apparato fogliare degli alberi e di alcune specie più di altre, abbia la capacità di filtrare le microplastiche aerotrasportate (AMPs) presenti nell’ambiente urbano, al contempo con analoghi meccanismi, si dimostrano efficaci nel ridurre la concentrazione di particolato atmosferico, le cosiddette polveri sottili (PM10, PM2,5) e di inquinanti (CO, NO2 , SO2 ) contribuendo così a ridurne la presenza e a tutelare la salute pubblica».

La consulente ambientale sottolinea che «le polveri sottili sono associate a malattie respiratorie croniche (asma, bronchiti, BPCO); patologie cardiovascolari (infarti, ictus) e neurodegenerative. responsabile di migliaia di morti premature». Insomma, la lotta all’inquinamento dell’aria non è solo una questione ambientale «è una sfida per la salute di tutti noi».

«No al taglio senza rischio caduta»

Per onorare la causa serve però «una gestione responsabile del patrimonio arboreo. L’abbattimento di alberi, dovrebbe avvenire solo in presenza di un comprovato rischio di caduta, certificato attraverso analisi approfondite e strumentali. La sola analisi visiva non è sufficiente per prendere decisioni di questo tipo, che incidono profondamente sulla qualità della vita dei cittadini e sulla salute pubblica.

«Il timore è che si stia procedendo con una logica di semplificazione e risparmio – sottolinea Grasso – senza valutare i costi nascosti legati alla perdita dei numerosi servizi ecosistemici, all’abbassamento delle temperature, alla salute pubblica e alla sostenibilità ambientale».

L’Appello della cittadinanza e alle istituzioni

Cittadini e associazioni stanno già chiedendo maggiore trasparenza e coinvolgimento nei processi decisionali. «Abbattere un albero in città non è un atto insignificante, ma una scelta che può avere conseguenze sulla salute pubblica. Serve una visione più lungimirante e una gestione oculata del verde urbano».

Nel contesto di una crisi climatica sempre più evidente, ogni metro quadrato di ombra naturale può fare la differenza. E, secondo molti cittadini, Grosseto non può permettersi di perdere altro verde. E Grasso conclude: «Il verde urbano rappresenta una necessità climatica e sanitaria, le superfici destinate ad esso vanno aumentate, i tagli devono essere solo quelli strettamente necessari, indicati in maniera inequivocabile con metodi scientifici affidabili. Ogni albero in città rappresenta una barriera contro le polveri, una fonte di ossigeno, un rimedio naturale contro il surriscaldamento. In un contesto climatico sempre più estremo, non possiamo più permetterci di perderli. Proteggere e potenziare il verde urbano è una scelta di salute pubblica, non un semplice tema paesaggistico». 

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