PIOMBINO. Dopo la marcia indietro del Comune sull’uso dei giardini Pro Patria, a Piombino infuria il dibattito.
L’ex assessore Riccardo Gelichi, portavoce di Ascolta Piombino, entra nel merito e punta il dito contro tutti: amministrazione e opposizione.
Secondo lui, l’errore sta nell’assenza di un progetto vero per valorizzare l’area.
Gelichi: «Sbagliano tutti, serve una visione nuova»
«Non puoi togliere un bene pubblico senza un’idea precisa di come metterlo a valore – scrive Gelichi –. L’amministrazione agisce senza un obiettivo chiaro, mentre chi protesta per mantenerlo a uso associativo continua a coltivare quel conservatorismo che non ci fa muovere un passo verso la contemporaneità».
Per Gelichi, i giardini e le aree attorno al Castello potrebbero invece essere affidati a privati per attività turistiche o di ricezione, capaci di creare «decoro e lavoro».
«A Piombino – aggiunge – tutto deve essere pubblico e tutto deve essere gratis, ma poi paga la comunità con la fiscalità generale. Se vogliamo che qualcosa cambi, dobbiamo essere pronti noi al cambiamento».
Callaioli: «Il pubblico è garanzia di tutela»
Alle parole di Gelichi replica Fabrizio Callaioli, capogruppo di Rifondazione comunista e Movimento 5 Stelle in consiglio comunale. Secondo Callaioli, quella di Gelichi è una visione «astratta e piena di slogan disancorati dalla realtà».
«È sensato dire che serve un progetto autentico per l’area del Castello – commenta – ma poi si scivola nella solita demonizzazione del pubblico. Vecchio e nuovo non sono categorie politiche: le vere categorie sono giusto e ingiusto. Per Gelichi è giusto il privato e ingiusto il pubblico, per me è l’inverso».
Callaioli ribadisce che i giardini Pro Patria devono restare a uso pubblico, gestiti da un ente comunale ben amministrato.
«Se qualcuno vuole affidare quell’area a un privato – conclude – deve dimostrare che esiste un investitore capace di valorizzarla senza deturpare il bello e senza penalizzare i diritti della comunità. Fino ad allora, solo il pubblico può garantirne l’utilizzo conforme alla sua storia».
Due visioni opposte per il futuro dei giardini
Da un lato, quindi, Gelichi chiede una svolta verso il privato per dare vita e lavoro a un’area oggi sottoutilizzata; dall’altro Callaioli difende il ruolo del pubblico come garanzia di tutela e rispetto del bene comune.
Un dibattito che a Piombino resta aperto e che riflette un nodo più ampio: come conciliare valorizzazione e conservazione dei luoghi storici della città.